«Rischiamo la salute ma niente udienze», sconcertata l’Unione Amministrativisti

Dalla UNAA documento molto critico sulle nuove norme


Le norme previste per la giustizia amministrativa nel Dl Liquidità possono esporre «gli avvocati a pericoli per la propria salute, a risvolti negativi sulla responsabilità professionale e, ancor di più, non escludono una violazione del principio di parità tra le parti in causa, con ricadute su norme costituzionali». Lo sottolinea l’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti in una nota, in cui torna invece a sollecitare «udienze telematiche aperte all’indispensabile partecipazione degli avvocati, senza i quali nessuna udienza potrà mai veramente definirsi tale».

Il Dl “Liquidità”, infatti, ha previsto che le udienze e i termini processuali restino sospesi sino all’ 11 maggio per tutti i giudizi, tranne che per quelli amministrativi, che, quindi, riprenderanno a “pieno regime” dal 16 aprile. In definitiva, la sola sospensione ancora vigente nel processo amministrativo riguarda – sino al 3 maggio – solo il termine per la notifica dei ricorsi nei quali non si propongano domande cautelari. «Sconcerta – osserva l’Unaa – che si sia deciso di prorogare solo il termine di notificazione dei ricorsi ritenendo che il processo amministrativo, una volta introdotto, possa svolgersi normalmente anche con le regole processuali previste per l’emergenza, cioè senza udienze effettive e senza la presenza dei difensori delle parti, solo sulla base degli scritti, e lascia attoniti l’aver ritenuto di affidare alla relazione illustrativa del Dl l’interpretazione» della nuova norma, «per spiegare che dovrebbe intendersi prorogata la sospensione non solo del termine per la notifica del ricorso di primo grado ma anche di quello delle impugnazioni, dei motivi aggiunti e del ricorso incidentale».

E ancora: «Solo agli amministrativisti, che sono ovviamente soggetti al rischio contagio quanto i colleghi civilisti, penalisti e tributaristi, si richiede ora sostanzialmente una ripresa integrale dell’attività, dato che per reperire e depositare documenti e predisporre e depositare memorie, assolvendo al meglio al mandato, occorre incontrare i clienti, riaprire gli studi, renderli operativi richiamando collaboratori e professionisti». In merito poi alla «decantata ripresa a pieno regime» delle udienze dal 16 aprile, gli avvocati ribadiscono che «sino al 30 giugno si tratta di udienze virtuali», nelle quali non è previsto l’intervento dei difensori, «neppure a distanza e con modalità telematiche»

Fonte:  Il Dubbio


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