“Come Associazione siamo in contatto con i nostri colleghi in Camerun e ci rendiamo conto che in quel Paese e in tante altre realta’ africane non si puo’ parlare di isolamento” ha detto Mbissoko. “Qui lo si puo’ fare perche’ c’e’ acqua potabile e corrente, ma li’ non e’ cosi’”. Le soluzioni allora sarebbero anzitutto “la prevenzione e l’educazione sanitaria“. Mbissoko, rappresentante di un’associazione che ha come membri circa 50 dei 150 medici di origine camerunense in Italia, sorride: “Prevenire e’ meglio che curare, piu’ che mai”.
IL WEBINAR
Il webinar era intitolato ‘Proposte e sinergie per lottare contro la pandemia in Africa‘. In apertura del seminario e’ stato ricordato come a oggi il continente sia la regione al mondo meno colpita dal Covid-19, con circa 11.000 casi confermati. Secondo Ada Ugo Abara, una delle moderatrici del webinar, “dall’Africa si sta guardando molto all’operato dei medici afro-italiani” per capire come affrontare al meglio l’emergenza.
A intervenire anche Vicky Tshimanga, pneumologo, responsabile delle terapie intensive respiratorie all’Ospedale Morelli, in provincia di Sondrio, in Lombardia.
Il dottore ha raccontato dello “shock” di vedere il nosocomio trasformato completamente, con nuovi piani e reparti convertiti per far fronte a una sola patologia, la polmonite interstiziale. “Una lezione o un consiglio per l’Africa?” ha chiesto Thsimanga: “Puntare sull’educazione e l’informazione, bloccando le fake news, come quelle che volevano i ‘neri’ immuni dal virus”. A organizzare il webinar, immaginato come il primo di una serie, l’Italia Africa Business Week.