Articoli con tag Mobbing

Mobbing: lo stato dell’arte secondo la Cassazione

A cura dell’Avv. Marco Martini
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E’ configurabile il mobbing lavorativo ove ricorra l’elemento obiettivo, integrato da una pluralità continuata di comportamenti dannosi interni al rapporto di lavoro e quello soggettivo dell’intendimento persecutorio nei confronti della vittima (Cass. 21 maggio 2018, n. 12437; Cass. 10 novembre 2017, n. 26684);

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Vessato sul lavoro? “Risarcibile anche senza mobbing” – Cassazione Lavoro Sentenza 18927/2012

Un lavoratore ha diritto a un risarcimento danni per aver subito comportamenti “vessatori e mortificanti”, anche se non viene raggiunta la prova che si tratti di vero e proprio mobbing. A sancirlo e’ la Cassazione, esaminando il caso di una donna, dipendente di una farmacia, la quale aveva addirittura tentato il suicidio per la depressione conseguente alle “azioni vessatorie” ai suoi danni da parte del datore di lavoro e di colleghi, che l’avevano portata infine al pensionamento anticipato. “Nelle ipotesi in cui il lavoratore chieda il risarcimento del danno patito alla propria integrita’ psico-fisica in conseguenza di una pluralita’ di comportamenti del datore di lavoro e dei colleghi di lavoro di natura asseritamente vessatoria – si legge nella sentenza n.18927 della sezione lavoro della Suprema Corte – il giudice (altro…)

Le condizioni di lavoro stressanti non costituiscono mobbing ma danno diritto al risarcimento danni – Cassazione Lavoro, Sentenza n. 13356/2011

Spetta al lavoratore il risarcimento del danno biologico ed esistenziale se lo stesso è costretto a prestare la sua opera in condizioni stressanti dovute alla continuata violazione, da parte del datore di lavoro, delle norme sulla sicurezza. Anche se la fattispecie non integra gli estremi del monning, le gravi disfunzioni organizzative possono certamente essere causa di danni non (altro…)

Non costituisce demansionamento attribuire momentaneamente mansioni diverse al militare inquisito – Consiglio di Stato, Sentenza n. 3389/2011

Deve ritenersi corretto che l’Amministrazione conferisca momentaneamente diverse mansioni al militare inquisito, peraltro senza allontanarlo dalla sede di servizio di appartenenza, ma soltanto assegnandolo presso altra articolazione organizzativa, così valutando implicitamente anche le esigenze personali del militare. Ciò a maggior ragione se,a seguito dei fatti ascritti al dipendente, emergano rapporti non sereni all’interno del reparto di appartenenza. Neppure può ritenersi sintomo mobizzante l ritardo con cui il (altro…)

Mobbing. Molteplicità dei comportamenti e prova dell’intento persecutorio – di Ugo Strappi

Secondo la ricostruzione della giurispridenza della Corte di Cassazione, per mobbing si intende una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta bel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisio-psichico e del (altro…)

Niente mobbing ma violenza privata se manca un apprezzabile nesso di supremazia-soggezione – Cassazione Penale, Sentenza n. 44803/2010

Con la sentenza in rassegna, la Sesta Sezione Penale della Cassazione ha precisato che non è configurabile il reato di Mobbing ex art. 612 bis c. p., né quello di maltrattamenti – art. 572 c.p. – ove non sia possiile riconoscere, pur nella comprovata ripetitività e valenza modale della condotta del soggetto attivo verso quello passivo, quell’apprezzabile e determinante nesso di vera a propria “supremazia-soggezione”, tanto da assimilarne i caratteri peculiari alle situazioni tipicamente a carattere familiare (ad esempio tra colf e persone della famiglia, ovvero tra mastro d’arte ed apprendista in un contesto di stabilità e non di occasionalità di rapporto),

Spiega la Cassazione che, perché sia configurabile il reato di maltrattamenti cui all’art. 572 c.p., occorre un rapporto tra (altro…)

Mobbing. Il danno non patrimoniale per demansionamento può essere provato con presunzioni – Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza 4063/2010

Il demansionamento sussiste tutte le volte che il dipendente è addetto ad attività del tutto marginali ed assolutamente non riconducibili al suo livello di inquadramento.
Una volta accertato il demansionamento professionale del lavoratore, il giudice corretamente può desumere l’esistenza del relativo danno in base ad una valutazione presuntiva, riferendosi alle circostanze concrete della operata dequalificazione.
Ciò in quanto il danno conseguente al demansionamento va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, frustrazione professionale) si possa, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ignoto, ossia all’esistenza del danno, facendo ricorso, ai sensi dell’art. 115 c.p.c., a quelle nozioni generali derivanti dall’esperienza, delle quali ci si serve nel ragionamento presuntivo e nella valutazione delle prove (cfr. Cass., sez. un. n. 6572 del 2006; Cass. n. 29832 del 2008; n, 28274 del 2008).

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