Articoli con tag Separazione e Divorzio

Dalla Cassazione stop agli alimenti in caso di convivenza

assegnoCattive notizie per chi conta sull’assegno di mantenimento. La Corte di Cassazione è tornata sul tema del diritto agli alimenti, e ha precisato meglio un concetto già avanzato nel 2011: nei casi in cui uno dei due ex coniugi – e le statistiche dicono che è quasi sempre l’ex marito a versare e la ex moglie a incassare – si sia rifatto una famiglia, anche se è una convivenza di fatto e non è un secondo matrimonio in piena regola, ebbene, il diritto all’assegno di mantenimento decade.

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Gli alimenti non si calcolano soltanto sul tenore di vita

Nota a Corte Costituzionale Sentenza 11/2015 di Fabiana Belardi

divorzioLa Corte con sentenza dell’11 febbraio 2015 n.11 si è espressa sulla valutazione della quota alimenti in sede di divorzio. Nel calcolo dell’assegno divorzile sono diversi gli elementi da tenere in considerazione. L’art. 5, sesto comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), postula che “Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive”.

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Separazioni e divorzi, la riforma snellisce poco

di Filippo Danovi – Ordinario di Procedura civile all’Università di Milano Bicocca

Nel diritto di famiglia il decreto giustizia contiene una svolta importante: per la prima volta separazioni e divorzi su accordo delle parti sono svincolati dalla competenza, finora esclusiva, del Tribunale. Il nuovo sistema prevede due distinte figure. La prima s’inserisce nel binario, molto caldeggiato dal Governo, della negoziazione assistita da avvocati.

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La separazione dall’ex coniuge non giustifica l’omesso spostamento

Ci sono diciotto mesi di tempo, dall’acquisto dell’immobile, per portare la residenza nel comune dove esso è situato, fatta salva una causa ostativa di forza maggiore

accord-ny-house-movingIl contribuente perde i benefici prima casa nell’ipotesi di mancato trasferimento della residenza nel comune di ubicazione dell’immobile entro il termine di diciotto mesi dall’acquisto. Alcuna rilevanza assumono l’intervenuta separazione consensuale e l’accordo sull’immobile, non configurabili quali cause di forza maggiore esonerative dall’obbligo legale di trasferimento della residenza.
È quanto si desume dall’ordinanza n. 16082 del 14 luglio 2014 della Cassazione tributaria.

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Il mero inadempimento non integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza (art. 570 c.p.)

images (3)Integra il reato di cui all’art. 570 c.p., comma 2, n. 2, (in esso risultando assorbito il reato previsto dalla L. 1 dicembre 1970, n. 898, art. 12 – sexies, come richiamato dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54, art. 3) la condotta del genitore separato che fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori, omettendo di versare l’assegno di mantenimento.

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Lecito il trasferimento di residenza del minore operato dal coniuge collocatario – Cassazione Civile Ordinanza 6208/2014

download (2)Il mutamento di residenza realizzato dal genitore collocatario non è illecito quando la vicinanza dei luoghi non interferisce con il regime di visita, in quanto pienamente esercitabile. Il bilanciamento degli interessi non può fondarsi sulle ragioni soggettive del trasferimento in capo al genitore collocatario, essendo la comparazione fondata sui parametri indicati dal citato art. 155 quater c.c., u.c., consistenti nella oggettiva valutazione della compatibilità della nuova sede con il regime dell’affido condiviso e con la pienezza del diritto di visita da esercitarsi sulla base di tale regime legale della titolarità e dell’esercizio della responsabilità genitoriale.

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La separazione di fatto non elimina la contitolarità della prima casa

Di conseguenza, in caso di acquisto di un immobile situato nello stesso comune dell’appartamento cointestato con l’ex coniuge, niente sconti per imposte di registro e ipocatastali

getimage.dll_In costanza di contitolarità dei diritti reali tra coniugi, i benefici fiscali riconosciuti per l’acquisto della “prima casa” sono preclusi, a prescindere dalla scelta del regime patrimoniale, se la comproprietà immobiliare ricade su altri cespiti insistenti nel medesimo comune.

Il caso trae origine dalla notifica dell’avviso di liquidazione nei confronti di una contribuente alla quale erano state recuperate a tassazione le ordinarie imposte di registro, ipotecarie e catastali, perché aveva acquistato un immobile fruendo dei benefici “prima casa”, pur essendo già comproprietaria, assieme al marito, di un altro immobile sito nello stesso comune.

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La conoscenza del “tradimento” non giustifica l’addebito della separazione – Cassazione 16270/2013

hqdefaultNiente addebito della separazione alla moglie se il marito era a conoscenza dei tradimenti del coniuge e senza che questo possa essere considerato con sicurezza l’elemento di rottura del matrimonio. Lo afferma la sesta sezione civile della Cassazione nella sentenza n. 16270 depositata lo scorso 27 giugno 2013. Nella specie, infatti, il marito aveva dichiarato, all’udienza presidenziale, di essere disposto a conciliarsi con la moglie nonostante il tradimento sicchè la mera inosservanza da parte della moglie dell’obbligo di fedeltà coningale non aveva deteiminato la crisi del rapporto coniugale.

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‘Divorzio imposto’ per cambio sesso, Cassazione rinvia atti a Consulta

cassazioneLa Corte di Cassazione esprime dubbi di legittimità sul “divorzio imposto” a chi cambia sesso, e ha disposto il rinvio alla Consulta. “Tale univoca previsione”, dice l’ordinanza, ignora “il rilievo primario di formazioni sociali in un contesto costituzionale in cui è largamente condivisa l’esigenza di riconoscere le unioni di fatto”.

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Pena attenuata per il coniuge che non versa gli alimenti alla ex moglie – Cassazione Sezioni Unite Penali

Il rinvio, ai fini della pena, all’articolo 570 del codice penale, contenuto nella legge sul divorzio per il coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno alla ex moglie, deve intendersi riferito al primo comma che prevede come alternativi il carcere (fino ad un anno) o la multa (da 103 a 1032 euro), e non al secondo comma che applica le pene congiuntamente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la pronuncia 23866/2013, annullando la sentenza della Corte di Appello di Torino che, all’opposto, aveva condannato un uomo per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza alla ex moglie alla pena di tre mesi di reclusione e 500 euro di multa.

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