Articoli con tag Stupefacenti

Coltivare piccole quantità di Cannabis non è reato – Cassazione Sezioni Unite Sentenza 19/12/2019

Non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.
Questo il principio enunciato dalle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione nella sentenza depositata il 19 dicembre scorso.

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Proposta bipartisan per legalizzare la marijuana

Colorado and Washington approve marijuana legalizationNasce, con l’adesione di 60 parlamentari in buona parte del Pd, l’intergruppo che lavorerà ad una proposta di legge per regolamentare l’uso della marijuana anche in Italia. Una proposta “pragmatica e non ideologica”, che punta a sottrarre denaro alla criminalità organizzata e che “prende atto del fallimento del proibizionismo”, è il senso che il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova dà all’iniziativa che vede proprio il senatore come principale promotore.

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Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope – Corte Costituzionale Sentenza 32/2014

dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 4-bis e 4-vicies ter, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272 (Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell’Amministrazione dell’interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 21 febbraio 2006, n. 49.

Corte Costituzionale Sentenza n. 32/2014 del 25/02/2014

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Droga. Solo sanzione amministrativa per il consumo di gruppo

hqdefaultIl consumo di gruppo costituisce ”una ipotesi di uso esclusivamente personale dei partecipanti al gruppo”: la droga deve intendersi non come ceduta ma ”codetenuta”, e colui che la procura e chi ne commissiona l’acquisto svolgono un ”ruolo equivalente”. Costituisce pertanto un illecito amministrativo e non un reato. Cosi’ le Sezioni Unite della Cassazione nelle motivazioni della sentenza (la numero 25401) con cui il 31 dicembre scorso hanno sancito che il consumo di gruppo di droga non e’ reato, risolvendo in questo modo un contrasto tra due orientamenti opposti a seguito delle modifiche introdotte nel 2006 con la Fini-Giovanardi, sul cui iter legislativo la Cassazione si sofferma concludendo che la sua formulazione non fa emergere in maniera chiara la volonta’ del legislatore.

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Rilevanza penale della vendita di semi di piante idonee a produrre sostanze stupefacenti – Cassazione Penale Sezioni Unite Sentenza 47604/2012

Chiamate a decidere “se integra il reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti la pubblicizzazione e la messa in vendita di semi di piante idonee a produrre dette sostanze, con l’indicazione delle modalità di coltivazione e della resa”, le Sezioni Unite penali hanno affermato che “l’offerta in vendita di semi di piante dalle quali è ricavabile una sostanza drogante, correlata da precise indicazioni botaniche sulla coltivazione delle stesse, non integra il reato dell’art. 82 T.U. stup., salva la possibilità di sussistenza dei presupposti per configurare il delitto previsto dall’art. 414 cod. pen. con riferimento alla condotta di istigazione alla (altro…)

Cassazione su uso droga Se in gruppo, non e’ reato

E’ “penalmente irrilevante” il consumo di gruppo di stupefacenti sia in caso di “mandato all’acquisto”, sia in caso di “acquisto comune”. Lo hanno deciso le sezioni unite penali della Cassazione, rispondendo al quesito se sia reato il consumo di gruppo di stupefacenti dopo l’introduzione della legge Fini-Giovanardi del 2006.

La Cassazione ha stabilito in camera di consiglio che non è reato e ha distribuito una informazione provvisoria al termine dell’udienza. Le motivazioni della decisione si conosceranno con il deposito. In particolare, la Cassazione ha dovuto decidere sul contrasto giurisprudenziale in base al ricorso presentato su (altro…)

Rilevanza penale della vendita di piante idonee a produrre sostanze stupefacenti – Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza 47604/2012

Chiamate a decidere “se integra il reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti la pubblicizzazione e la messa in vendita di semi di piante idonee a produrre dette sostanze, con l’indicazione delle modalità di coltivazione e della resa”, le Sezioni Unite penali hanno affermato che “l’offerta in vendita di semi di piante dalle quali è ricavabile una sostanza drogante, correlata da precise indicazioni botaniche sulla coltivazione delle stesse, non integra il reato dell’art. 82 T.U. stup., salva la possibilità di sussistenza dei presupposti per configurare il (altro…)

Coltivare semi di cannabis non costituisce istigazione all’uso – Cassazione Penale Sezioni Unite Sentenza 18/10/2012

L’annosa questione concernente l’applicabilità dell’art. 82 dpr 309/90 (norma che sanziona l’istigazione, l’induzione e il proselitismo all’uso di sostanze stupefacenti) rispetto alle condotte di coloro che pongano in commercio semi di cannabis, sia attraverso la consueta rete di negozi, sia via siti web, è approdata all’esame delle SS.UU. della Corte di Cassazione ed è stata decisa all’udienza del 18 ottobre u.s. .

Era stata, infatti, la Terza Sezione Penale della Corte[1], con l’ordinanza n. 25355/2012, ad evidenziare la esistenza di una situazione di apparente (altro…)

Coltivare cannabis sul proprio terreno non esclude la destinazione della sostanza ad uso personale – Cassazione Penale, Sentenza n. 34067/2011

Nel caso in esame, i giudici di merito avevano desunto la destinazione ai fini di spaccio delle foglie essiccate di marijuana rinvenute nell’armadio della stanza dell’imputato dalla circostanza che egli non aveva dedotto l’uso personale, che le foglie erano residuo di una coltivazione dell’anno precedente evidentemente eccedente le necessità personali, che la coltivazione aveva ad oggetto quantità cospicue oggettivamente incompatibili con l’ipotesi di consumo domestico esclusivo. Tale ragionamento, però, è parso illogico ai Supremi Giudici. (altro…)

21 grammi di marjuana non bastano per definire consistente il quantitativo – Cassazione penale, Sentenza n. 33465/2011

Fondare il giudizio sui gravi indizi di colpevolezza prevalentemente sulla base di un asserito rilevante quantitativo di marijuana, ancorché trattasi di appena 21 grammi di detta sostanza, per altro non sottoposta a perizia tossicologica per verificarne la capacità drogante, è del tutto illogico ed in aperto contrasto con dati resi notori dall’esperienza processuale ed assurge a vero e proprio travisamento del fatto.

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