Misure Cautelari e computo della pena edittale. Rilevanza della recidiva reiterata – Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza 17386/2011

Le Sezioni Unite hanno affermato che nel computo della pena edittale, ai fini della verifica della facoltatività dell’arresto in flagranza, e più in generale per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione delle misure cautelari, non si deve tener conto della recidiva reiterata, valorizzando in primis la lettera degli artt. 278 e 379 c.p.p. Pur evidenziando che, ai fini della risoluzione della questione controversa, la natura giuridica della recidiva reiterata risulta irrilevante, si è, inoltre, osservato che la recidiva, nelle ipotesi in cui comporta un aumento della pena superiore ad un terzo, determina gli effetti propri di una circostanza aggravante ad effetto speciale, e che ciò non è assolutamente incompatibile con la natura di <circostanza inerente alla persona del colpevole> che l’art. 70 cod. pen. espressamente le attribuisce.

Allegato Pdf: Sentenza n. 17386 del 24 febbraio 2011 – depositata il 5 maggio 2011
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore V. Romis)
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