Prova dell’animus possidendi ai fini dell’usucapione – Cassazione Civile Sentenza 9325/2011

Chi agisce in giudizio per ottenere di essere dichiarato proprietario di un bene, affermando di averlo usucapito, deve dare la prova di tutti gli elementi costitutivi della dedotta fattispecie acquisitiva e quindi, tra l’altro, non solo del corpus, ma anche dell’animus che tuttavia, può eventualmente essere desunto in via presuntiva dal primo, se lo svolgimento di attività corrispondente all’esercizio del diritto dominicale è già di per sé indicativo dell’intento, in colui che la compie, di avere la cosa come propria, sicché allora è il convenuto che deve dimostrare il contrario, provando che la disponibilità del bene è stata conseguita dall’attore mediante un titolo che gli conferiva un diritto di carattere soltanto personale. Solo la sussistenza di un corpus, accompagnata dall’animus possidendi, corrispondente all’esercizio del diritto di proprietà, che si protrae per il tempo previsto per il maturarsi dell’usucapione, raffigura il fatto cui la legge riconduce l’acquisto del diritto di proprietà.

(© Litis.it, 9 Maggio 2011 – Riproduzione riservata)

Acquista il testo integrale della sentenza a soli € 7,50 
Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 9325 del 26/04/2011
(Il documento, in formato Pdf, viene inviato via email subito dopo l’acquisto. Puoi pagare su Server sicuro con PayPal oppure con la tua carta di credito o prepagata)

Litis offre un servizio gratuito. Aiutaci con una donazione libera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *