E’ lecito mandare a quel paese chi blocca il passaggio

Chi ostruisce il passaggio per strada rischia di essere mandato – lecitamente – a quel paese. Lo afferma la Cassazione che ha convalidato l’assoluzione dal reato di ingiuria per un trentenne cagliaritano, finito sotto processo per avere reagito al fatto che un automobilista aveva fermato la propria auto in modo da ostacolare il passaggio, dandogli del “cafone”. Secondo la Suprema Corte (sentenza 36883/11) «l’ingiuria» se «provocata da fatto ingiusto» merita tutte le attenuanti possibili senza escludere l’assoluzione.

Il caso

R. L., vedendosi il transito impedito dall’auto di D. R., aveva cercato di risolvere la cosa con le buone maniere ma aveva solo ricevuto dei gestacci che avevano contribuito ad «acuire la tensione», perciò aveva reagito dandogli del “cafone”. In un primo momento è stato condannato dal Giudice di pace di Cagliari per ingiuria, ma in secondo grado il Tribunale della stessa città, nel maggio scorso, lo ha assolto, applicando l’esimente della provocazione. D. R. si è costituito parte civile in Cassazione per chiedere i danni, sostenendo di essersi sentito provocato da R. L. che aveva poi scelto di attendere volontariamente l’arrivo delle forze dell’ordine, mosso – a suo dire – «da acredine verso di lui per una banale discussione tra automobilisti». La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perchè «trascura totalmente di considerare che l’ingiuria, come risulta in modo inconfutabile dalla sentenza impugnata mediante richiamo al contenuto della trascrizione delle telefonate al ’117’, era stata provocata dal fatto ingiusto della parte offesa che, con il proprio veicolo, aveva bloccato il passaggio di quello di R. L.». L’automobilista pagherà anche mille euro alla Cassa delle ammende.


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