Per lo stupro di gruppo pene alternative al carcere. E’ polemica – Cassazione Penale, Sentenza n. 4377/2012

La Corte di Cassazione ha stabilito che nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non sarà più obbligato a disporre esclusivamente del carcere ma potrà applicare misure cautelari alternative. Decisione che invalida un ordinanza del Tribunale del riesame di Cassino che aveva confermato il carcere, come unica misura cautelare possibile per due ragazzi accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una giovane del frusinate. Già nel 2010 la Corte di Costituzionale, con la sentenza n. 256, si era espressa in tal senso contestando la legge di contrasto alla violenza sessuale approvata dal Parlamento nel 2009. La legge in questione, nata in seguito ad un significativo aumento di episodi di violenze sulle donne, stabiliva che il giudice non poteva applicare misure cautelari diverse o meno efficaci della custodia in carcere per i presunti responsabili di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.

La corte Costituzionale riteneva la norma in contrasto con gli articoli 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.), 13 (La libertà personale è inviolabile…non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.) e 27 (Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato) della Costituzione e aveva deliberato che il giudice avesse la possibilità di optare per pene alternative dopo aver valutato i singoli casi. Ora la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha dato un’interpretazione estensiva di quella sentenza e ha decretato che i principi interpretativi stabiliti dalla Corte Costituzionale per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minori sono “in toto” applicabili anche alla “violenza sessuale di gruppo” in quanto questo reato “presenta caratteristiche essenziali non difformi” da quelle individuate dalla Consulta per i reati sessuali esaminati dalla stessa.


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