Massacrò la suocera a martellata. Per la Cassazione merita uno sconto di pena

Un 36enne pugliese massacro’ a martellate moglie e suocera ma avra’ uno sconto di pena perche’ ha agito in “stato di assoluta concitazione mentre si trovava in un incontenibile stato d’ira con l’intento di uccidere” senza volere “l’agonia” delle vittime. Il discutibile esito e’ frutto di una decisione della Prima sezione penale della Cassazione che ha detto si’ alla revoca dell’aggravante della crudelta’ nei confronti di Giovanni V., 36enne di Canosa di Puglia che, il 2 agosto del 2008, colpi’ selvaggiamente e ripetutamente con un martello la moglie Lucia D. M. dalla quale si stava separando e la suocera Maria Grazia P., provocandone la morte quasi immediata per gravissimo trauma cranio-encefalico.

L’uomo e’ stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise d’appello di Bari, il 31 maggio 2011, con l’aggravante della crudelta’. Aggravante che ora e’ stata esclusa dalla Cassazione che ha accolto sul punto la tesi difensiva, ordinando l’annullamento della sentenza impugnata relativamente alla circostanza aggravante della crudelta’ e al trattamento sanzionatorio.

Nelle motivazioni, la Suprema Corte spiega che “il legislatore ha configurato l’aggravante in esame allo scopo di punire con maggiore rigore comportamenti nei quali la finalita’ ultima di provocare la morte della vittima si accompagni alla volonta’ di arrecare sofferenze non direttamente collegate alla causazione dell’evento morte, e non finalizzate a tale ultimo scopo”.


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