Cassazione, “Sallusti delinquente”; il giornalista, “giudice infame” – Cassazione Penale Sentenza 41249/2012

La “spiccata capacita’ a delinquere” dell’imputato dimostrata “dai precedenti penali”, e la “gravita’ del fatto” contestato, con cui “nell’ambito di un lecito quadro di dissenso per la disciplina legislativa dell’aborto”, si e’ attuata una “illecita strategia di intimidatrice intolleranza, di discredito sociale, di sanzione morale, diretta contro il magistrato”. Queste le basi sulle quali la Cassazione fonda le ragioni della condanna per diffamazione del giudice Giuseppe Cocilovo inflitta al direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti. In un ordinamento e in una societa’, che vivono e si sviluppano grazie al confronto delle idee, non puo’ avere alcun riconoscimento l’invocato diritto a mentire, al fine di esercitare la liberta’ di opinione”. Lo scrive la Cassazione nella sentenza n.41249 spiegando perche’, il 26 settembre scorso, ha confermato la condanna a 14 mesi di carcere per il direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti.

“L’affermato intreccio del dovere di giornalista di informare e del diritto del cittadino di essere informato – rilevano i supremi giudici – merita rilevanza e tutela costituzionale se ha come base e come finalita’ la verita’ e la sua diffusione”.
Se manca “questa base di lancio – si legge ancora nella sentenza – se non c’e’ verita’, ma calcolata e calibrata sua alterazione, finalizzata a disinformare e a creare inesistenti responsabilita’ e a infliggere fantasiose condanne agli avversari, il richiamo a nobili e tangibili principi di liberta’ e’ intrinsecamente offensivo per la collettivita’ e storicamente derisorio, beffardo per coloro che, in difesa della liberta’ di opinione, hanno sacrificato la propria vita”.
“Il legislatore, la dottrina e la giurisprudenza si confrontano da tempo” sul tema della “concezione pluridimensionale della finalita’ della pena”, ma “senza raggiungere una condivisa scelta e una razionale e coerente riforma”.
Lo scrive la quinta sezione penale della Cassazione nella sentenza n.41249, spiegando perche’, il 26 settembre scorso, ha confermato la condanna a 14 mesi di carcere per il direttore del ‘Giornale’ Alessandro Sallusti, accusato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del giudice tutelare Giuseppe Cocilovo.

SALLUSTI: “CHI HA SCRITTO SENTENZA CONTRO DI ME PERSONA INFAME”
“Chi ha scritto sentenza contro di me e’ persona infame”. Sono le parole che il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, affida a Twitter subito dopo la diffusione delle motivazioni della sentenza della Cassazione che, lo scorso 26 settembre, lo ha condannato a 14 mesi di carcere. Piu’ lunghe le dichiarazioni che il giornalista affida al sito del quotidiano, che riporta in apertura della ‘home page’ la frase: “Sono degli infami”. “Non si puo’ giocare con la vita delle persone, il presidente della Cassazione dovra’ risponderne anche a mio figlio”, afferma Sallusti. “Il mio non e’ uno sfogo, ma un giudizio sereno che sara’ oggetto di un mio editoriale che sara’ pubblicato domani”, anticipa il direttore del ‘Giornale’ dal sito del quotidiano. “Mi auguro che questo giudice venga cacciato dalla magistratura”, afferma inoltre riguardo al presidente della quinta sezione della corte di cassazione, Aldo Grassi.

“Non si da’ del delinquente a un giornalista che non ha mai avuto condanna penale – continua – non c’e’ nessuna reiterazione del reato, c’e’ solo un articolo, neanche scritto da me, che a ben guardare non e’ neanche diffamatorio perche’ non si cita nessuno e si parla per assurdo”. Sallusti commenta anche il disegno di legge che abolisce il carcere per i giornalisti, dicendosi “contento” che vada avanti: “Non puo’ che essere un passo positivo, perche’ bisogna superare il Codice Rocco. Non sono pero’ cosi’ ottimista che si arrivi al via libera nei tempi utili per la mia causa, ma questa e’ la cosa meno importante”.

Fonte. Agi


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