Famiglia di fatto. Riconosciuta l’ammissione al gratuito patrocinio – Cassazione Penale Sentenza 44121/2012

I tempi sono cambiati, anche la ‘famiglia di fatto’ e’ ormai una “realta’ sociale che esprime caretteri e istanze analoghe a quelle della famiglia ‘stricto sensu’ intesa”. Lo certifica la Cassazione nel revocare l’ammissione al gratuito patrocinio nei confronti di un 48enne pugliese Donato I. che abitava insieme alla compagna e alla madre di lei. La Quarta sezione penale ha considerato legittima la decisione del Tribunale di Fasano, giugno 2005, che ha ritenuto di dovere cumulare nel reddito – ai fini della revoca del gratuito patrocinio – anche quello della sucoera acquisita.

Inutile il ricorso di Donato I. volto a dimostrare che la suocera acquisita non poteva essere ritenuta un ‘familiare’. Piazza Cavour (sentenza 44121) ha respinto la tesi difensiva e ha ricordato che “appare orientata costituzionalmente l’interpretazione che va data al termine ‘familiare’, riferibile non solo a coloro che sono legati all’istante da vincoli di consanguineita’, o comunque, giuridici, ma anche a coloro che convivono con lui e contribuiscono al ‘menage’ familiare”.

Un concetto, ricorda la Cassazione, che vale ancora di piu’ nel momento in cui ci si confronta “con le mutate concezioni che via via si sono affermate nella societa’ moderna”. Ecco perche’ “la giurisprudenza – insistono gli ‘ermellini’ – ha dato atto che il legislatore, in materia di rapporti interpersonali, ha considerato la famiglia ‘di fatto’ quale realta’ sociale che, pur essendo al di fuori dello schema legale cui si riferisce, esprime comunque caratteri e istanze analoghe a quelle della famiglia ‘stricto sensu’ intesa”.


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