Tumori da cellulare in aumento del 200%

L’uso del  telefonino può nuocere in maniera grave alla nostra salute. In particolare, gli esperti allertano sulla crescita dell’incidenza di formazioni tumorali al cervello associate all’uso del telefono portatile. 

Livio Giuliani portavoce dall’International Commission for Electromagnetic Safety (Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica) afferma: “Studi internazionali hanno dimostrato un aumento anche del 200 per cento dei casi di tumore alla testa e in particolare al cervello, come il glioma, legato all’esposizione alle microonde del telefonino”.

Se n’è parlato al convegno “Campi elettromagnetici e salute: c’è il rischio di un disastro ambientale con il decreto crescita?” organizzato a Roma dall’International Commission for Electromagnetic Safety, dall’Università di Roma Tre e dall’ateneo della Tuscia, con la collaborazione dell’Associazione malattie da intossicazione cronica e ambientale.
Un’iniziativa contro la modifica – prevista dal recente Decreto sviluppo ora all’esame del Senato – dei limiti attuali per misurare i campi elettromagnetici. La nuova legge prevederebbe il passaggio delle rilevazioni dalla durata attuale di 6 minuti alle 24 ore proposte nel Decreto legge. Gli esperti dell’Icems hanno raccolto quindici studi internazionali per ribadire che “oggi è disponibile la necessaria base scientifica per stabilire una classificazione più severa dell’esposizione al cellulare come probabile cancerogeno. Un’evidenza basata su studi in vitro e in vivo e sulla scoperta di meccanismi biofisici o biochimici che possono essere coinvolti nell’insorgenza dei tumori”.

Inoltre, gli scienziati sottolineano come “la sentenza della Corte di Cassazione del 12 ottobre 2012 ha stabilito un legame di concausalità tra un forte uso del cellulare e un tumore. E ha evidenziato anche le divergenze tra le scarse prove di rischio trovate dagli studi sovvenzionati dall’industria e l’alto rischio emerso, invece, negli studi indipendenti, come quello del gruppo svedese diretto dall’epidemiologo Lennart Hardell”.
Se passerà la nuova legge, secondo gli esperti e le associazioni, “porterà a una sottovalutazione dei valori riscontrati e verosimilmente a una crescita delle patologie correlate alle esposizioni elettromagnetiche.
Perché la misurazione se spalmata nelle 24 ore permetterà una tolleranza di picchi diurni quando è maggiore il numero di utenti attivi, fino a 18-20 volt per metro, cioè anche tre volte superiori a quelli attuali”. In Italia non sono disponibili studi epidemiologici sul legame tra l’uso del cellulare e le patologie oncologiche.
Giuliani spiega: “La ricerca Interphone del 2010 e sviluppata a livello europeo ha sottolineato l’aumento del rischio oncologico per chi abusa del telefonino. Mentre di grande interesse è lo studio che sta facendo l’Istituto Ramazzini di Bologna, indagando l’impatto degli inquinanti oncogeni sulla salute con il più grande lavoro al mondo su ratti, 7.700 quelli coinvolti”.
L’esperto conclude: “La ricerca ha dimostrato un’attività sinergica tra le onde prodotte dal telefonino e le radiazioni gamma delle radioterapie. Con un aumento significativo nei ratti del rischio di sviluppare una neoplasia”.

Fonte: Tgcom


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