La crisi economica accentua la depressione post partum

deppparTrentaquattrenne, buona istruzione, coniugata/convivente, di stato sociale medio e in gravidanza con complicazioni, con precedenti episodi di ansia e depressione, a cui si aggiungono scarso supporto da parte del partner, della famiglia e degli amici e, soprattutto, disoccupazione. Questo l’ identikit della neo mamma con depressione secondo una ricerca svolta fra il 2008 e il 2011 in Lombardia, che conferma come la depressione in gravidanza sia aggravata dalla crisi economica.

L’ha presentata Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, precisando che lo studio ha coinvolto 367 donne con depressione perinatale, di cui 189 donne in gravidanza e 178 nel post partum. ”Il profilo emerso – afferma lo psichiatra – conferma dunque, l’importanza della patologia pregressa e del sostegno lavorativo e familiare”.

E le donne immigrate, soprattutto quelle di recente immigrazione, sono piu’ esposte alla depressione, perche’ presentano maggiori fattori di rischio. Tra questi lo stress derivante dal processo di acculturazione, le difficolta’ linguistiche e culturali che limitano l’accessibilita’ ai servizi sanitari e sociali, la mancanza di un supporto familiare.

In Italia il 16% delle donne presenta durante questo momento della vita disturbi dell’umore (tra 55mila e le 80mila). Ma si tratta di darti arrotondati per difetto. Per questo e’ nata ‘A Smile for Moms’ (Un sorriso per le mamme), iniziativa promossa dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda).

Il Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano e’ uno dei sei ospedali di eccellenza che aderiscono al Progetto, il cui obiettivo e’ non solo condurre ricerca e sperimentazione in tema di salute mentale, ma offrire alle donne aiuto, servizi, centri di ascolto e ai medici strumenti per l’identificazione precoce della sintomatologia. Le donne affette da questi disturbi, se sostenute preventivamente, ”rispondono infatti con successo – dice Mencacci – alle terapie nel 90% dei casi”.

”Un ritardo diagnostico di un disturbo dell’umore, dall’ ansia alla depressione – dice Francesca Merzagora, Presidente di Onda – puo’ avere importanti ripercussioni sulla donna e sul nascituro. Per questo Onda ha messo in rete i primi 6 Centri di riferimento (Milano, Torino, Pisa, Napoli, Catania e Ancona), considerati un’eccellenza nella cura di questa patologia. Per ogni altra informazione, e’ a disposizione di tutte le mamme un sito internet dedicato (www.depressionepostpartum.it).

Fonte: Ansa


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