Si può cacciare la suocera e se resta è violazione di domicilio – Cassazione Penale Sentenza 47500/2012

La Cassazione dichiara “guerra” alle suocere e, con una sentenza della Quinta sezione penale, stabilisce che quando la coppia è separata di fatto e la suocera continua con ostinazione a rimanere nell’ormai ex nido coniugale, rischia una condanna per violazione di domicilio. In altre parole, la nuora ha il sacrosanto diritto di estromettere la suocera di casa. Applicando questo principio, la Quinta sezione penale – sentenza 47500 – ha convalidato una condanna per violazione di domicilio ad una suocera abruzzese, Vincenza C., ormai novantenne che, con la scusa di dovere assistere il figlio ricoverato in ospedale, si era piazzata, armi e bagagli, nella casa coniugale ormai abitata dalla sola nuora Fernanda S., dal momento che il marito -figlio dell’anziana- ancora prima del giudizio del giudice civile, aveva abbandonato il nido coniugale trasferendosi da Chieti a Francavilla.

In primo grado la signora Vincenza era stata addirittura condannata a sei mesi di reclusione in base al reato punito dall’art. 614 c.p. Pena ridotta a quattro mesi dalla Corte d’appello dell’Aquila, nell’aprile 2011. Quasi inutile il ricorso della suocera in Cassazione.

Piazza Cavour ha ricordato che «nel caso in cui, all’esito di una separazione di fatto, uno dei coniugi abbia abbandonato l’abitazione familiare, trasferendosi a vivere altrove, l’unico titolare del diritto di esclusione dei terzi va individuato nel coniuge rimasto nell’abitazione familiare, con conseguente configurabilita’ del delitto di violazione di domicilio nei confronti di chi vi si introduce o vi si intrattiene contro la volontà espressa o tacita di quest’ultimo ovvero clandestinamente o con l’inganno, ivi compreso il coniuge trasferitosi avivere altrove». Unica consolazione per l’anziana suocera sarà la sospensione condizionale della pena. Le sarà concessa dalla Corte d’appello di Perugia nel prossimo giudizio.

Fonte: Adnkronos


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