Murakami-mania in Giappone

hqdefaultI lettori giapponesi stanno affollando le librerie per comprare l’ultimo romanzo di Haruki Murakami, benchéquasi nulla sia stato divulgato sull’opera di uno degli scrittori più stimati della nazione.

Il romanzo in vendita da oggi – per ora solo in giapponese – è il primo da tre anni a questa parte per l’autore che spesso è stato citato come potenziale premio Nobel.

L’editore Bungeishunju ha annucniato che la prima ristampa di ‘Colorless Tsukuru Tazaki and the Year of His Pilgrimage’ ammonta a mezzo milione di copie.

“Non volevamo dare alcun preconcetto al lettore”, ha detto Tomoya Tanimura della Bungeishunju, che ha creato un apposito sito on-line che contiene poco più del titolo e dell’informazione che Murakami ne è l’autore.

Ma il segreto sul libro sembra importare poco ai suoi fan. “Voglio assaporare la lettura di questo libro. Amo la lingua di Haruki Murakami, il suo senso speciale del giapponese”, ha detto Yu Wada, un traduttore di Tokyo tra le 20mila persone che hanno ordinato il libro in anticipo tramite il rivenditore online Amazon.

Gli ordini su Amazon stanno superando quelli dell’ultimo successo di Murakami ‘1Q84’, romanzo orwelliano in tre parti, che è stato un successo internazionale.

Wada ha letto solo le prime pagine, ma è soddisfatto. Più cupo, afferma, e inizia con un personaggio che guarda indietro alla sua giovinezza, quando ha vissuto “pensando a praticamente nient’altro che morire”.

Le opere di fama internazionale di Murakami sono ‘Norwegian Wood’, ‘Kafka sulla spiaggia ‘ e ‘L’uccello che girava le Viti del Mondo’.

Traduttore esperto di letteratura americana, conta tra le sue influenze F. Scott Fitzgerald e Raymond Chandler. Ha insegnato all’Universita di Princeton nei primi anni ’90.

Murakami è inoltre un prolifico saggista, e ha documentato la storia delle vittime dell’attacco con il gas sarin nella metropolitana di Tokyo del 1995.

Murakami è diventato inoltre un forte critico delle politiche pro-nucleare del Giappone dopo il disastro di Fukushima del 2011.

La reticenza e l’isolamento volontario di Murakami hanno contribuito ad aumentare il suo fascino. E, fedele alla forma, Murakami ha detto ben poco, solo una breve dichiarazione: “Ho cominciato a scrivere un racconto breve, ma mentre ci stavo lavorando, è diventato più lungo con naturalezza. Raramente ho sperimentato qualcosa dal genere, forse non mi era più accaduto da ‘Norwegian Wood'”.


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