Giustizia

Avvocati, come scrivere un ricorso in Cassazione: le regole ufficiali

toga-giudicePer la prima volta, la Suprema Corte dirama alcune indicazioni ufficiali sulla stesura dei ricorsi. La lettera inviata dal primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce al presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa è sicuramente un documento storico nella professione degli avvocati, che hanno a disposizione per la prima volta una serie di regole a cui attenersi nella stesura dei testi da spedire a piazza Cavour.

Occasione per l’intervento di Santacroce, è stato il convegno “Una rinnovata collaborazione tra magistratura e avvocatura nel quadro europeo” organizzato dal consiglio Consultivo dei Giudici Europei del Consiglio d’Europa, dal Csm e dal Cnf stesso.

Così, sull’onda del dibattito tenuto in sede di convengo tra i professionisti del settore, chiamati a confrontarsi sulle modalità di collaborazione dei diversi attori in gioco nell’amministrazione della giustizia, il primo presidente della Corte Suprema ha scritto al Consiglio nazionale degli avvocati per confermare alcune direttive, ora finalmente rese “ufficiali” dall’organo deputato a riceverle.

Quello dell’inammissibilità è infatti uno scoglio tropo alto in molte occasioni, contro il quale molte cause si scontrano non già per la mancanza di concretezza dei motivi del ricorso, ma per la modalità con cui questo viene presentato, che non rispondono ai canoni accettati dalla Cassazione. Così, ora sappiamo con certezza che le linee guida per la redazione di un ricorso o di una memoria – anche per l’ambito tributario – prevedono la sinteticità degli atti presentati a sostegno della presa in esame del dibattimento arrivato a sentenza in Appello.

Per favorire il lavoro di analisi della Cassazione, poi, per eventi particolarmente complicati dove il tetto suggerito di 20 pagine non fosse sufficiente, allora il ricorso potrà essere corredato da un riassunto di 2-3 pagine. In più, come apertura delle motivazioni da addurre al ricorso, è consigliabile – spiega Santacroce – aprire il paragrafo con un sommario, o un indice, in grado da fungere da guida per i giudici intenti all’esame del ricorso.

Tutto ciò, in sintesi, si sposa con una brevità della trattazione, che va in direzione opposta al vizio di molti legali che, con il timore di rientrare nei canoni dell’inammissibilità, finivano per completare ricorsi fiume di molte pagine, da rendere macchinoso il procedimento di verifica della Suprema Corte.

Fonte: LeggiOggi.it

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