Protocollo con Cei. Conte apre ma c’è chi chiude

“Dispiace molto creare questo comprensibile rammarico nella Cei e nella chiesa italiana, ma lavoreremo per definire un protocollo per consentire ai fedeli di partecipare a cerimonie religiose in massima sicurezza. Avremo già un’apertura per le cerimonie funebri, poi con la Cei definiremo un percorso”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando della fase 2 al suo arrivo alla prefettura di Milano lasciando intravedere uno spiraglio per la riapertura delle Chiese e per l’esercizio del sacrosanto (è il caso di dirlo…) diritto di pratica del culto religioso.

Lopalco: “Andare in chiesa è come andare allo stadio” – Del tutto diversa, invece, l’opinione di Pier Luigi Lopalco, epidemiologo, membro del comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus, che in collegamento con Agorà su Rai3 ha dichiarato:”Le chiese sono frequentate soprattutto da persone anziane che sono quelle che dobbiamo proteggere. Bisogna essere molto cauti e studiare bene la situazione”. Così Pier Luigi Lopalco, epidemiologo, in collegamento con Agorà su Rai3.

“Se si tratta di entrare in una chiesa affollata, partecipare al rito religioso e poi tornare a casa è come andare allo stadio – aggiunge – Se si pensa ad una riapertura delle chiese in cui entrano 10 persone, si siedono molto distanti e si ragiona sul rito religioso che presenta alcuni passaggi, penso all’eucarestia… Come si fa in sicurezza?”.

Lopalco dice poi che “convivere con il virus significa accettare delle infezioni, accettare che la curva epidemica riparta e che possa essere messa sotto controllo con un’altra misura di restrizione. Sta alla politica stabilire qual è il livello di accettazione di circolazione del virus”.

La posizione della Cei – “I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”. Lo afferma la Cei in una nota dal titolo “Il disaccordo dei vescovi” sui contenuti del Dpcm sulla ‘Fase 2’ illustrato dal premier Giuseppe Conte.

“Difficile – scrive in un editoriale il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio che sul tema fede e Fase Due parla di una “ferita incomprensibile e ingiustificabile”.- far capire perché si potrà tornare in fabbriche e in uffici, entrare in negozi piccoli e grandi di ogni tipo, andare in parchi e giardini e invece non si potrà partecipare alla Messa domenicale. Sarà difficile perché è una scelta miope e ingiusta. E i sacrifici si capiscono e si accettano, le ingiustizie no”.

“Credo che l’ammonimento della Cei sia corretto – dichiara il capogruppo Pd al senato Andrea Marcucci – Non poter individuare ipotesi che prevedano il distanziamento sociale ma permettano le funzioni religiose sembra incomprensibile. Spero che il governo ci metta più attenzione”.

 

 


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