Covid-19, studio Spallanzani svela ‘spie’ infiammazioni severe

L’infezione da Sars-CoV-2 può determinare un’ampia gamma di presentazioni cliniche che spaziano da infezioni asintomatiche a forme severe-fatali. Uno studio dell’Inmi Spallanzani di Roma sui pazienti con infezione severa ha osservato “una significativa modifica delle popolazioni di globuli bianchi, con una aumento di neutrofili e una parallela diminuzione di linfociti circolanti. Questi linfociti esprimono un fenotipo di cellule effettrici e sono impegnati nella battaglia contro il virus”. Lo studio è stato pubblicato su ‘PubMed’.

“Nei pazienti Covid-19 abbiamo inoltre dimostrato una massiccia espansione di cellule soppressorie di derivazione mieloide (Mdsc) che, nelle infezioni più severe, raggiunge fino al 90% delle cellule circolanti. Queste cellule – osservano i ricercatori dello Spallanzani – espanse probabilmente sotto la spinta infiammatoria, sono in grado di ridurre il profilo infiammatorio ma anche di inibire fortemente la risposta immunitaria dell’ospite”. Altri studi sono in corso per definire meglio il ruolo delle Mdsc come marcatore di severità e come attori chiave nella contesto della protezione/patogenesi dell’infezione: “Possono proteggere da un’eccessiva infiammazione ma, nel contempo, possono esercitare un’azione fortemente soppressoria che spegne la risposta immunitaria, influendo in tal modo sulla progressione della malattia”, conclude lo studio.


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