Arte & Cultura

25 aprile 2015: Settantesimo anniversario della Lberazione

downloadIl prossimo 25 aprile sarà il settantesimo anniversario della liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista. In vista di questa ricorrenza è utile una riflessione alla luce di alcuni studi storici sul tema. Penso che si debba partire dal libro dello storico Claudio Pavone: LA GUERRA CIVILE, SAGGIO STORICO SULLA MORALITA’ NELLA RESISTENZA, pubblicato nel 1991.

Nel suo volume Pavone individuava nella lotta partigiana, la presenza e talvolta il conflitto di tre diversi tipi di guerra:

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Jazz e Rock contro il totalitarismo

Articolo del Prof. Pancrazio Caponetto

downloadI regimi totalitari del Novecento (nazismo, comunismo ) hanno avuto come obiettivo comune la conquista del consenso delle masse attraverso la mobilitazione permanente. Per questo le organizzazioni giovanili ( Gioventù hitleriana e Lega delle giovani tedesche in Germania; Komsomol, gruppo giovanile del Partito Comunista in Russia ) sono state molto importanti nei totalitarismi. L’educazione, la formazione dei giovani era interamente finalizzata a fare di loro persone che dovevano essere parte attiva dei regimi totalitari, sostenendoli con entusiasmo.

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Contro la Partitocrazia: Giuseppe Maranini

resizerAlla voce partitocrazia del Dizionario di storia della Treccani, leggiamo:Predominio, strapotere dei partiti, che tendono a sostituirsi alle istituzioni rappresentative nella direzione e nella determinazione della vita politica democratica dello Stato. Il termine fu introdotto nel dibattito politico italiano a partire dagli anni Sessanta in polemica con il consolidamento del sistema dei partiti nella società dell’Italia del secondo dopoguerra.”. A questa voce va fatta una correzione, perché il termine partitocrazia fu introdotto nel dibattito politico italiano , già negli anni Cinquanta, grazie agli studi e alle riflessioni di Giuseppe Maranini. Maranini fu un giurista, professore universitario, storico e politologo. Egli riprese il termine partitocrazia da uomini politici di tendenze liberalmoderate oppositori dei governi costituiti dal Comitato di Liberazione Nazionale e lo usò per la prima volta nel 1949, in una prolusione all’Università: GOVERNO PARLAMENTARE E PARTITOCRAZIA.

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I Cimiteri Militari Nella Grande Guerra

Articolo del Prof. Pancrazio Caponetto

redipugliaWalter Flex, uno degli scrittori tedeschi più famosi negli anni della Grande Guerra,paragonò il conflitto all’ultima cena. La morte dei soldati tedeschi veniva considerata una ripetizione voluta da Dio, del miracolo della morte e della Resurrezione di Cristo. In quasi tutti i paesi coinvolti nel conflitto questo modo di intendere la morte in guerra fu il motivo che ispirò la costruzione dei cimiteri militari ( “I Templi del culto della Nazione” , secondo G. Mosse ).
In Germania, il nuovo tipo di cimitero militare prodotto dalla guerra fu rappresentato dai “ boschi degli eroi”. Lo storico tedesco George Mosse ha messo in rilievo “ il legame tra natura, simbolismo religioso e sacrificio nazionale di cui i caduti erano un esempio. I morti che riposavano sotto le croci in un bosco pieno di vita stavano a simboleggiare il ciclo della morte e della Resurrezione.”

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Le Canzoni Della Grande Guerra

Articolo del Prof. Pancrazio Caponetto

downloadSi può conoscere la Storia d’Italia anche attraverso le canzoni. Quando alla fine degli anni Novanta del secolo ormai passato, lo storico Mario Isnenghi insieme ad altri specialisti , lavorarono al libro I LUOGHI DELLA MEMORIA, un’opera sul patrimonio di memorie del popolo italiano, scelsero di dedicare un capitolo, curato da Emilio Franzina, agli inni e alle canzoni nella Storia d’Italia.

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Al Museo di Berna Il tesoro di Hitler

73279ee398793132ca295d869e0b6d07Il museo dell’Arte di Berna accoglierà l’eredità del collezionista Cornelius Gurlitt, trovato in possesso di oltre 1.400 capolavori da Matisse a Picasso. Si tratta del ”tesoro di Hitler”, il controverso patrimonio artistico ereditato e tenuto nascosto al mondo da Gurlitt, figlio di Hildebrand, noto commerciante d’arte di Monaco vicino al regime nazista. Dal testamento di Gurlitt, presentato dai legali dopo la sua morte nel maggio scorso, è venuto fuori che l’ottuagenario voleva lasciare la sua collezione al museo di Berna.

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I Processi dei Tribunali Militari Italiani nella Prima Guerra Mondiale