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Litis.it - Ce Giustizia

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La domanda di pronuncia pregiudiziale fa riferimento al procedimento pendente tra l’Amministrazione finanziaria e una società di diritto polacco e riguarda l’interpretazione della direttiva 2006/112/CEE, i principi di neutralità e proporzionalità dell’Iva.
La società opera nel settore della produzione e distribuzione di generi alimentari; con riferimento alla vendita dei suoi prodotti alle controparti, emette un rilevante numero di fatture e fatture rettificate. Le fatture rettificate sono tra l’altro emesse per la concessione di sconti, la restituzione di prodotti e nel caso di errori.

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La domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda una controversia tra una società capogruppo e l’Amministrazione finanziaria portoghese sul mancato riconoscimento del trasferimento di perdite fiscali nell’ambito di una operazione straordinaria di fusione societaria. Il dubbio interpretativo verte sull’articolo 11, n.1, lett. a), della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/434/CEE riguardante il regime fiscale comunitario delle operazioni societarie straordinarie.

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La disciplina sui condoni è di stretta interpretazione e il contribuente che usufruisce della sanatoria con una dichiarazione integrativa invalida, non può giustificarsi solo limitandosi ad allegare la pendenza di giudizio dinanzi alla Corte di Giustizia Ue sull’incertezza interpretativa della norma. La Cassazione, con la sentenza 22252 del 26 ottobre, così legittima la validità di un ruolo relativo al versamento di sanzioni.

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Dopo anni di gestione di un negozio una commerciante di articoli sportivi decide di cedere a terzi sia lo stock di merci che le relative attrezzature. All’acquirente è anche ceduto in locazione l’immobile in cui il commerciante cedente aveva svolto la propria attività. Il contratto prevedeva, tuttavia, la possibilità per le parti di poter recedere entro termini temporali brevi. Il commerciante non aveva applicato l’Iva locale sul corrispettivo concordato con la controparte, ritenendo che l’operazione costituisse una cessione d’azienda, come tale esclusa dal campo di applicazione d’imposta. La vigente normativa dello Stato membro consente di escludere da Iva le cessioni d’azienda, continua…

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La locazione di stand fieristici, intendendosi per tale la messa a disposizione del cliente di una struttura espositiva dei propri prodotti all’interno di fiere, può assumere ai fini dell’Iva una diversa qualificazione, a seconda della funzione che gli stessi sono destinati a svolgere. Secondo la Corte di Giustizia, infatti, la locazione degli stand fieristici può sottendere, a seconda dei casi, una finalità pubblicitaria ovvero una prestazione connessa a quelle fieristiche; senza ombra di dubbio, è da escludere che si tratti di una prestazione connessa ad immobili. Ciò è dirimente per il trattamento IVA di tale prestazione quando si ha a che fare con prestazioni rese tra soggetti non residenti.

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BRUXELLES – Sentenza della Corte Ue pro-pirateria: i giudici nazionali non possono imporre alle societa’ che forniscono accesso ad internet di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali. ”Il diritto dell’Unione vieta un’ingiunzione di un giudice nazionale diretta ad imporre ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio per prevenire gli scaricamenti illegali di file”, si legge nella sentenza della Corte di giustizia Ue pubblicata oggi.

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Due società slovacche hanno depositato presso l’ufficio brevetti competente una domanda di brevetto sul metodo di preparazione di un prodotto di talco che presenta un elevato livello di purezza. Le società hanno concluso un contratto di cessione di comproprietà industriale: in base a tale contratto una delle due società cedeva all’altra il 50% della propria quota di comproprietà sul brevetto non ancora registrato.
Ciò premesso, una delle società presentava una dichiarazione Iva, in cui era indicato un importo a titolo di IVA detraibile sulla fattura emessa dall’altra società per la cessione della quota di comproprietà.

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Una società di diritto tedesco, società madre di gruppo di imprese, nell’ambito di un operazione finanziaria acquistava da un soggetto bancario diritti di ipoteca e crediti relativi a contratti di mutuo poi dichiarati disdetti e risolti. Il relativo contratto di cessione prevedeva che i crediti erano detenuti per conto e a rischio del cessionario. Era esclusa per il cedente la responsabilità sul recupero dei crediti. In una comunicazione l’Amministrazione finanziaria tedesca sottolineava che l’ammontare dei crediti recuperabili era di misura inferiore al valore nominale. Essendo stabilito il periodo di recupero in circa tre anni, le parti avevano pattuito che con la descritta operazione si dava luogo a una continua…

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La domanda di pronuncia pregiudiziale nasce dal ricorso presentato dalla Commissione europea in merito al trattamento fiscale riservato ai dividendi distribuiti a società residenti in Germania rispetto alle società residenti nel territorio di altri Stati membri. La questione sollevata concerne il mancato rispetto della normativa comunitaria sul regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie dei diversi Stati membri di cui alla direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/Cee.

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La domanda di pronuncia pregiudiziale ha origine da una controversia sorta tra due società di diritto danese e l’Amministrazione finanziaria nazionale in merito al rigetto della richiesta di rimborso dell’imposta sugli olii minerali assolta e il risarcimento del danno derivante dal versamento. Le richieste delle società ricorrenti sono scaturite alla luce della dichiarata incompatibilità e illegittimità dell’imposta controversa con le disposizioni del diritto europeo.

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