Articoli con tag Famiglia

Valido il matrimonio anche se il marito cambia sesso

imagesCassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza 8097 del 21/04/2015.

Rimane valido a tutti gli effetti il matrimonio di una coppia eterosessuale anche nel caso in cui uno dei due coniugi cambi la sua identità sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione in attesa che il Parlamento affronti questi casi. Il verdetto però non determina “l’estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive”.

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Donna avrà un figlio dal compagno morto grazie ad embrioni congelati

FECONDAZIONE: LEGGE 40 DI NUOVO DAVANTI ALLA CONSULTAIl Tribunale Reggio Emilia in 2 mesi ha dato via libera ad impianto.

Una sentenza del tribunale di Reggio Emilia ha dato il via libera ad una donna di 35 anni, in tempi rapidissimi, all’impianto di un embrione congelato prima che il compagno morisse, stroncato a 48 anni da un tumore ai polmoni. Lo riferisce il Resto del Carlino, precisando che si tratta del secondo caso in Italia, dopo una prima sentenza circa due mesi fa a Bologna, dove però l’autorizzazione all’impianto di embrioni, congelati 19 anni prima, è arrivato dopo 4 anni.

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I diritti della personalità e le unioni omoaffettive

gay-nozze-qNota a Cassazione Civile Sentenza n. 2400 del 09/02/2015 di Fabiana Belardi

Secondo quanto previsto dal nostro sistema giuridico, il matrimonio tra persone dello stesso sesso non produce effetti, anche se contratto all’estero. Pertanto, ne è impossibile la pubblicazione da parte dell’ufficiale di stato civile. La Corte costituzionale con la sentenza n. 138 del 2010 ha chiarito la legittimità della mancata estensione del regime matrimoniale alle unioni omoaffettive e anche nel 2014, con sentenza n. 170, nel caso di rettificazione legale del sesso, ha statuito che il matrimonio contratto in precedenza cessi di produrre i propri effetti. Le coppie omosessuali, essendo una realtà, vengono collocate dalla Cassazione nell’alveo dell’art. 2 Cost., avendo esse necessità di tutela e protezione al pari di altre situazioni giuridicamente disciplinate, tutte le volte in cui si integrino lesioni dei diritti fondamentali.

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È padre chi rifiuta il test del Dna

Tribunale di Roma. Accolta la richiesta di riconoscimento presentata dal figlio: la paternità si presume

dnaSe un figlio chiede al presunto padre naturale il riconoscimento della paternità, questi non può invocare la prescrizione e il suo rifiuto di sottoporsi al test del Dna equivale ad accertamento positivo. Possono però prescriversi i diritti economici legati al mantenimento del figlio e al danno esistenziale patito da lui e dalla sua mamma per l’assenza dell’altro genitore. Così il Tribunale di Roma, con la sentenza 7400/2014 della Prima sezione civile (presidente Massimo Crescenzi, relatore Silvia Albano), affronta il delicato tema della sussistenza nel tempo degli obblighi del genitore naturale, alla luce del Dlgs 154/2013 di riforma della filiazione.

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Donazione di terreno al coniuge. Può nascondere finalità elusive

Cassazione Civile Ordinanza n. 9905 del 7 maggio 2014.

foto-334Nella donazione di beni immobili gravati da vincolo espropriativo da un coniuge all’altro, a prescindere dalla legittimità, sul piano civilistico, del negozio posto in essere, può sussistere un intento elusivo agli effetti fiscali, se vengono riscontrati elementi e circostanze che, tutti insieme, consentono di prospettare la violazione degli articoli 37 e 37-bis, Dpr 600/1973, e dei principi di legittimità affermati in materia.
Lo ha affermato la Cassazione, con l’ordinanza n. 9905 del 7 maggio 2014.

Il figlio nato da una relazione extraconiugale legittima il disconoscimento di paternità – Cassazione Civile Sentenza 8876/2014

imagesLa Corte costituzionale, sin dal 1994 (Corte cost., 3 febbraio 1994, n. 13) ha osservato che, posto che nella disciplina giuridica del nome confluiscono esigenze di natura sia pubblica che privata, ove si accerti che il cognome già attribuito ad un soggetto non è quello spettantegli per legge in base allo ‘status familiae’, l’interesse pubblico a garantire la fede del registro degli atti dello stato civile è soddisfatto mediante la rettifica dell’atto riconosciuto non veritiero, ma non può condurre a sacrificare l’interesse individuale a conservare il cognome mantenuto fino a quel momento nella vita di relazione e divenuto ormai segno distintivo dell’identità personale, tutelata dall’art. 2 Cost.; tanto più che, nel caso in cui la rettifica riguardi persona in età avanzata con discendenti, la negazione dell’interesse individuale finirebbe col pregiudicare lo stesso interesse generale alla certa e costante identificazione delle persone.

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Fecondazione assistita, cade il divieto di eterologa. Corte Costituzionale: “Norma illegittima”

Cade l’ultimo paletto legislativo in merito alla fecondazione assistita. Da oggi le coppie potranno usare, anche in Italia, ovuli o spermatozoi provenienti da un donatore esterno

310x0_1396988359911_92041742Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40, che vieta il ricorso ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. Dopo aver affrontato la questione della conservazione degli embrioni, della diagnosi preimpianto e del numero di embrioni da impiantare nell’utero materno, per la seconda volta la Corte era stata chiamata a giudicare la legittimità costituzionale di quella che è stata definita, dagli avvocati difensori delle coppie, la norma ‘simbolo’ della legge 40, cioè il divieto di fecondazione eterologa.

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Accesso dell’adottato alle informazioni sulle proprie origini – Corte Costituzionale sentenza 278/2013

adozionedichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 28, comma 7, della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), come sostituito dall’art. 177, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), nella parte in cui non prevede – attraverso un procedimento, stabilito dalla legge, che assicuri la massima riservatezza – la possibilità per il giudice di interpellare la madre – che abbia dichiarato di non voler essere nominata ai sensi dell’art. 30, comma 1, del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127) – su richiesta del figlio, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione.

Corte Costituzionale, sentenza 278 del 22/11/2013

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Cassazione: “Dire al marito ‘ti uccido’, non è una minaccia grave”

hqdefaultDire al marito “ti uccido” durante una banale lite tra coniugi non può considerarsi una minaccia grave. Lo ha stabilito la Cassazione, quinta sezione penale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una donna condannata per minaccia dal giudice di pace di Acireale; decisione poi confermata dal Tribunale di Catania.

Nozze e adozioni gay, in Francia è legge

hqdefaultPARIGI – Il progetto di legge che apre alle nozze e all’adozione da parte di coppie gay è stato approvato definitivamente dal Senato francese.

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