Articoli con tag Famiglia

Nuovi motivi per la modifica dell’assegno di mantenimento nel libro pilota sull’argomento del Giudice Lucia Cammarota

Se l’ex coniuge beneficerà del Reddito di cittadinanza (o non si impegna a chiederlo) oltre 500 mila ex mariti in Italia potranno chiedere la riduzione o l’annullamento dell’assegno di mantenimento. Lo ha spiegato in modo chiarissimo, con riferimenti concreti di giurisprudenza, il Giudice Lucia Cammarota, oggi in servizio alla prima sezione civile del Tribunale di Avellino, nel suo libro, “Il reddito di cittadinanza. I nuovi ricorsi giurisdizionali e le ombre di incostituzionalità. Il lavoro nella new economy e lo scenario europeo” (giugno 2019, Direkta edizioni, 282 pagine, in vendita su Feltrinelli on line a € 19,50 – I proventi per scelta dell’autrice saranno devoluti in beneficenza. Il lavoro è già stato recensito positivamente dalla pagina di economia del Corriere della Sera online e dal Sole 24 Ore).

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Diritto alla bigenitorialità: no a restrizioni supplementari senza un’adeguata motivazione

Commento a Cassazione Civile, Sezione Prima, Ordinanza n. 9674 dell’8 Aprile 2019 a cura dell’Avv. Maria Elisa Ventriglia

La Corte di Cassazione con l’ordinanza del 8 aprile 2019 n. 9764, ribadendo quanto stabilito in numerose altre decisioni, ha affermato che, quando i genitori si lasciano, il figlio minore ha diritto di godere dell’apporto di entrambi, cristallizzando, ancora una volta, il c.d. “diritto alla bigenitorialita’ ” .

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Bigenitorialità elemento essenziale non compromettibile dal giudice senza adeguata motivazione

In caso di affidamento condiviso la bigenitorialità è un elemento essenziale che non può essere compromesso dal giudice senza una adeguata motivazione. E’ questo il principio di diritto espresso dalla Suprema Corte nella Ordinanza n. 9674 dell’8 Aprile 2019, qui leggibile integralmente nell’allegato in formato pdf.

 

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Mantenimento figlio minore: si al reato anche in assenza di stato di bisogno

Commento a Cassazione Penale 13 giugno 2018, n.27175 a cura dell’Avv. Rosalba Chiumiento

Il mancato mantenimento al figlio minore è punibile anche se lo stesso non versa in stato di bisogno, ritenendosi comunque configurata l’ipotesi di reato di cui all’art.570 bis C.p. E’ quanto statuito dalla Cassazione penale, Sez. VI, con una pregnante Sentenza del 13 giugno 2018, n.27175, che spiega la reale portata del novellato art. 570 bis C.p., introdotto dal decreto n.21 del 01 marzo 2018 ed in vigore dal 6 aprile 2018.

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Valido il matrimonio anche se il marito cambia sesso

imagesCassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza 8097 del 21/04/2015.

Rimane valido a tutti gli effetti il matrimonio di una coppia eterosessuale anche nel caso in cui uno dei due coniugi cambi la sua identità sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione in attesa che il Parlamento affronti questi casi. Il verdetto però non determina “l’estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive”.

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Donna avrà un figlio dal compagno morto grazie ad embrioni congelati

FECONDAZIONE: LEGGE 40 DI NUOVO DAVANTI ALLA CONSULTAIl Tribunale Reggio Emilia in 2 mesi ha dato via libera ad impianto.

Una sentenza del tribunale di Reggio Emilia ha dato il via libera ad una donna di 35 anni, in tempi rapidissimi, all’impianto di un embrione congelato prima che il compagno morisse, stroncato a 48 anni da un tumore ai polmoni. Lo riferisce il Resto del Carlino, precisando che si tratta del secondo caso in Italia, dopo una prima sentenza circa due mesi fa a Bologna, dove però l’autorizzazione all’impianto di embrioni, congelati 19 anni prima, è arrivato dopo 4 anni.

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I diritti della personalità e le unioni omoaffettive

gay-nozze-qNota a Cassazione Civile Sentenza n. 2400 del 09/02/2015 di Fabiana Belardi

Secondo quanto previsto dal nostro sistema giuridico, il matrimonio tra persone dello stesso sesso non produce effetti, anche se contratto all’estero. Pertanto, ne è impossibile la pubblicazione da parte dell’ufficiale di stato civile. La Corte costituzionale con la sentenza n. 138 del 2010 ha chiarito la legittimità della mancata estensione del regime matrimoniale alle unioni omoaffettive e anche nel 2014, con sentenza n. 170, nel caso di rettificazione legale del sesso, ha statuito che il matrimonio contratto in precedenza cessi di produrre i propri effetti. Le coppie omosessuali, essendo una realtà, vengono collocate dalla Cassazione nell’alveo dell’art. 2 Cost., avendo esse necessità di tutela e protezione al pari di altre situazioni giuridicamente disciplinate, tutte le volte in cui si integrino lesioni dei diritti fondamentali.

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È padre chi rifiuta il test del Dna

Tribunale di Roma. Accolta la richiesta di riconoscimento presentata dal figlio: la paternità si presume

dnaSe un figlio chiede al presunto padre naturale il riconoscimento della paternità, questi non può invocare la prescrizione e il suo rifiuto di sottoporsi al test del Dna equivale ad accertamento positivo. Possono però prescriversi i diritti economici legati al mantenimento del figlio e al danno esistenziale patito da lui e dalla sua mamma per l’assenza dell’altro genitore. Così il Tribunale di Roma, con la sentenza 7400/2014 della Prima sezione civile (presidente Massimo Crescenzi, relatore Silvia Albano), affronta il delicato tema della sussistenza nel tempo degli obblighi del genitore naturale, alla luce del Dlgs 154/2013 di riforma della filiazione.

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Donazione di terreno al coniuge. Può nascondere finalità elusive

Cassazione Civile Ordinanza n. 9905 del 7 maggio 2014.

foto-334Nella donazione di beni immobili gravati da vincolo espropriativo da un coniuge all’altro, a prescindere dalla legittimità, sul piano civilistico, del negozio posto in essere, può sussistere un intento elusivo agli effetti fiscali, se vengono riscontrati elementi e circostanze che, tutti insieme, consentono di prospettare la violazione degli articoli 37 e 37-bis, Dpr 600/1973, e dei principi di legittimità affermati in materia.
Lo ha affermato la Cassazione, con l’ordinanza n. 9905 del 7 maggio 2014.

Il figlio nato da una relazione extraconiugale legittima il disconoscimento di paternità – Cassazione Civile Sentenza 8876/2014

imagesLa Corte costituzionale, sin dal 1994 (Corte cost., 3 febbraio 1994, n. 13) ha osservato che, posto che nella disciplina giuridica del nome confluiscono esigenze di natura sia pubblica che privata, ove si accerti che il cognome già attribuito ad un soggetto non è quello spettantegli per legge in base allo ‘status familiae’, l’interesse pubblico a garantire la fede del registro degli atti dello stato civile è soddisfatto mediante la rettifica dell’atto riconosciuto non veritiero, ma non può condurre a sacrificare l’interesse individuale a conservare il cognome mantenuto fino a quel momento nella vita di relazione e divenuto ormai segno distintivo dell’identità personale, tutelata dall’art. 2 Cost.; tanto più che, nel caso in cui la rettifica riguardi persona in età avanzata con discendenti, la negazione dell’interesse individuale finirebbe col pregiudicare lo stesso interesse generale alla certa e costante identificazione delle persone.

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