Arrivano i vestiti usa e getta – di Nike Daidone

vescarIl nostro stile di vita è orientato sicuramente verso la concezione dell’ “usa e getta”, e fa riferimento ad oggetti progettati per un utilizzo molto limitato nel tempo oppure singolo, addirittura monouso, prodotti che presentano la maggiore vantaggiosità in ambito sanitario, in quanto garantiscono maggiori certezza di sterilità, come nel caso delle siringhe, cerotti, guanti ecc. Altri vantaggi sono la loro relativa economicità e praticità in situazioni di utilizzo saltuario o straordinario, come nel caso delle stoviglie in plastica o tovaglioli e fazzoletti di carta.

Ma una nuova idea arriva da tre imprenditori italiani del tessile: Filippo De Martin, Nicola Monti e Lupo Rossi, che hanno inventato i vestiti Wear and Toss (letteralmente :”indossa e getta”), dei vestiti biodegradabili usa e getta che, una volta dismessi, possono essere buttati via senza essere nocivi per l’ambiente. Un’idea senz’altro pratica soprattutto in situazioni particolari come quando ci si trova in vacanza e non si possono lavare e stirare i propri vestiti in tutta comodità, oppure quando si è in viaggio e non si vogliono riportare a casa indumenti sporchi, o ancora meglio un aiuto sostanzioso per le mamme che si trovano continuamente di fronte alle montagne di vestiti sporchi che i loro bambini usano in gran quantità. L’idea piuttosto innovativa, è stata realizzata brevettando uno speciale materiale, il quale è definibile come “tessuto non tessuto”, un tessuto di fibre vegetali, ricavate dal mais o dalla barbabietola, materie prime facilmente reperibili, assolutamente compostabile, completamente biodegradabili e che si buttano nel compost , dove si tengono i rifiuti  organici, come i fondi di caffè o le bucce della frutta.

Il tessuto Wear and Toss è biodegradabile perché è fatto interamente di fibre vegetali , come la viscosa o la cellulosa, e di polimeri ricavati da olii come quello di mais. Si tratta di un materiale stabile, un jersey di bambù , una maglina morbida, antibatterico e anallergico , con elasticità e effetto drappo come i normali tessuti e la cosa notevole è che è a bassissimo costo: una maglietta costerà al consumatore solo 2 euro. Potremo quindi rinnovare completamente e più spesso il nostro guardaroba con poca spesa, sarà una pacchia per le amanti dello shopping, per chi vuole sempre qualcosa di nuovo, per mamme che potranno  con soli 2 euro comprare per i loro figli magliette molto economiche,  che non dovranno far altro che buttare dopo l’utilizzo, senza più lottare per cercare di far tornare puliti i capi troppo sporchi.

I vestiti usa e getta sono inoltre fondamentali in tutta una serie di settori che hanno bisogno di capi di abbigliamento asettici ed igienici, da usare una sola volta. Parliamo di ospedali, cliniche, laboratori, dentisti,centri di cura che per motivi di igiene e per evitare contaminazioni batteriche o virali, non possono usare camici o lenzuola per due volte e devono essere buttati via. Inoltre ora questi tessuti vegetali verranno utilizzati per sostituire gli imballaggi di plastica e di cartone molto inquinanti da un punto di vista ecologico, salvaguardando l’ambiente proprio perché sono formate con il 65% in meno di carta e riducono il consumo di acqua e energia sprecata all’anno di oltre il 60%. Gli inventori che hanno brevettato questo materiale, ora sono in cerca di finanziamenti per poter produrre la loro invenzione su scala industriale e li stanno cercando anche all’estero. Speriamo che i profitti di invenzioni brillanti come il  Wear and Toss non passino in mani estere come i cervelli in fuga .

Intanto un gruppo di studenti di moda inglesi, hanno ideato il primo abito da sposa biodegradabile che si dissolve in acqua. Secondo il  Telegraph, il segreto dell’abito da sposa “dissolvibile” è in una sostanza biodegradabile (l’alcool polivinilico) che è utilizzato nella lavorazione del tessuto. Gli studenti hanno così unito arte e tecnologia e, attraverso questo progetto proiettato verso l’ecologia e i materiali alternativi, hanno realizzato un capo di abbigliamento ecologico ed economico, infatti il prezzo di un abito da sposa si aggira intorno alle mille sterline (poco più di 1200 euro), una cifra molto minore di un vestito da sposa tradizionale. Se questo genere di abiti idrosolubili dovessero prendere piede, bisognerà comunque accertarsi che la cerimonia avvenga in luogo chiuso e asciutto, onde evitare che da ‘bagnata e  fortunata’ , la sposa resti anche nuda …

Nike Daidone


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