Scienza & Medicina

Il Breatharianismo: nutrirsi di luce – di Nike Daidone

luceIl sessantaduenne Manfred Werner chimico tedesco, direttore di un istituto di ricerca sul cancro, afferma di non toccare cibo dal 2001 e di nutrirsi di aria e di luce. La dieta del professore prevede solo liquidi, un litro e mezzo fra acqua, caffè, tè e succhi di frutta al giorno, ed inizialmente è dimagrito di 20kg, ma in seguito il suo peso si è stabilito sui 68kg; che distribuito su i suoi 174cm di altezza, determina un peso ideale.

Ma come è possibile tutto questo? Lo stesso Werner non riesce a spiegarsi come possa accadere, ma non è l’unico esempio, esistono infatti centinaia di persone sparse per il mondo che sostengono di riuscire a vivere senza mangiare.

Molte di queste appartengono al movimento new age dei breatharians, tra cui spicca la figura di Jasmuheen, 50enne australiana che afferma di nutrirsi solo di prana dal Giugno del 1993. Australiana di nascita, ma di ascendenza norvegese, Jasmuheen è molto lontana dall’idea comune che si ha di un asceta dedito alla mortificazione del corpo.

E’ una donna attraente, giovanile, con una famiglia numerosa e dichiara di trarre alimento direttamente dal prana. Col prana, si accede ad una fonte di nutrimento che sgorga dentro di noi, è quella forma di energia che i cinesi chiamano chi e gli yogi prana. L’organismo diventa capace di nutrirsi di quest’energia e quindi non si autoconsuma, non perde peso,è un’energia fotonica, con un processo simile alla fotosintesi; ma l’essenza del messaggio di cui si fa portatrice è:..“non tanto il superamento del bisogno di cibo, quanto la liberazione dagli schemi mentali che soffocano le nostre potenzialità, rendendo difficile l’incontro di ognuno con l’essere divino interiore”….
Jasmuheen è arrivata a questi sorprendenti risultati dopo aver vissuto per molti anni in ritiro, meditando e studiando le filosofie orientali. Sente che il suo ruolo più importante è di servire colui che lei chiama Oh-Om (One Heart, One Mind, Un Cuore, Una Mente) e che altri chiamano Dio, Allah, Brama, Intelligenza Suprema o Natura.

I breatharians – talvolta riescono ad eliminare dalla dieta non solo i solidi ma anche tutti i liquidi, traendo forza e sostentamento solo ed esclusivamente dall’energia cosmica che respirano, attraverso una buona padronanza della mente si può riprogrammare il corpo, per fargli fare qualunque cosa, incluso la conservazione di un peso perfetto o un elevato livello di energia senza più quasi il bisogno di dormire.

E’ ovvio che questa dottrina susciti fortissimi dubbi sul fenomeno, e che ci lasci scettici sull’efficacia nutrizionale di questa sul nostro organismo , è anche ovvio che intraprendere da soli questa pratica può essere non solo deleterio,ma addirittura fatale come è successo ad una donna cinquantenne svizzera che è morta dopo essersi convinta di poter praticare la dottrina del breatharianismo nutrendosi appunto solo di luce.
La donna era rimasta particolarmente  colpita dal film-documentario “Am Anfang war das Licht” (“In principio c’era la luce”), presentato nei cinema svizzeri nel 2010.
La donna ha applicato alla lettera quanto descritto nel film, smettendo di assumere cibo ed acqua. La situazione aveva preoccupato i figli della donna, che la avevano invitata ad abbandonare la “folle” filosofia e a riprendere a mangiare. La donna aveva garantito che avrebbe ripreso a nutrirsi, ma così non è stato, e dopo pochi giorni è morta di fame.

Non è la prima vittima di questa filosofia: ad esempio nel 1999 una donna è morta in Scozia esattamente nello stesso modo. “E’ un suicidio”, ha commentato uno specialista di disordini alimentari.

Ma gli esponenti del breatharianismo rifiutano l’accusa: “il problema è che la donna non è entrata nella giusta sintonia con le forze praniche”.

Un pensiero su “Il Breatharianismo: nutrirsi di luce – di Nike Daidone

  • Da circa 13 mesi (oltre un anno) ho iniziato un percorso in tal senso: per via di un imprescrittibile istinto interno, la cui origine è misteriosa, mi sto allontanando, sempre più, dal cibo: bevo invece moltissima acqua.

    Sono diventato capace, a 74 anni, di… “introitare” energia cosmica… che è un processo complesso e di non facile attuazione.

    Sottopongo le mie intuizioni a rigorose verifiche sperimentali, giacché il primo scettico e il primo incredulo sono proprio io…

    Da un anno sto scrivendo e registrando il tutto; penso che tra alcuni mesi potrò trarre le prime conclusioni e pubblicarle.

    Leggere della Jasmuheen (e di altri) che si nutrono di energia cosmica… non mi meraviglia più per niente e nel contempo mi conforta e mi stimola a proseguire; soltanto 10 anni fa avrei dato del “matto” o dell’impostore a che mi avesse raccontato fatti del genere.
    Salvatore Aiello, da Salerno

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