Giusto il licenziamento se non si comunica l’assenza – Cassazione Lavoro sentenza 10552/2013

Linea dura della Cassazione per chi non comunica l’assenza al datore di lavoro. A prescindere da visite fiscali favorevoli o certificati medici esibiti in seguito, il dipendente è tenuto a comunicare in maniera tempestiva e corretta la sua assenza dal posto di lavoro: lo dice la Corte di Cassazione, una prescrizione ben più vincolante di una sottolineatura da codice deontologico. La Sezione Lavoro della Suprema Corte ha infatti confermato il licenziamento di un operaio ritenuto colpevole di assenza ingiustificata per un’itera settimana. I giudici di merito gli avevano già dato torto: i licenziamento si fondava su una giusta causa.

La sentenza 10552/13 è importante perché la Corte non ha tenuto conto dei referti ospedalieri (pronto soccorso) e certificati medici (quello di famiglia) che attestavano la sussistenza di una malattia. Si legge sul Sole 24 Ore dell’8 maggio come la prova a discarico “non deve riguardare tanto la sussistenza effettiva, e la eventuale persistenza, della malattia, ma tocca l’obbligo di comunicazione dell’assenza, perché incide su rapporto fiduciario con il datore di lavoro”. In conclusione, l’operaio avrebbe dovuto giustificare (accertata la fondatezza dell’impedimento) il perché non è riuscito nemmeno a fare una telefonata al datore di lavoro per dirgli che non sarebbe potuto andare al lavoro. Inutile dopo, presentare il certificato del medico di famiglia.


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