E’ legge il provvedimento sui risarcimenti per trattamenti disumani in carcere

cellaCon voto di fiducia, sabato 2 agosto, il Senato ha approvato la legge di conversione del decreto legge cosiddetto Torreggiani (decreto-legge 26 giugno 2014, n. 92, recante Disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché di modifiche al codice di procedura penale e alle disposizioni di attuazione, all’ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria e all’ordinamento penitenziario, anche minorile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 Giugno, in vigore dal 28 giugno 2014), nel testo approvato dalla Camera dei Deputati.

E’ dunque stabilizzata la misura risarcitoria in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Tale misura si è imposta dalla necessità di ottemperare a quanto disposto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella sentenza dell’8 gennaio 2013 (causa Torreggiani e altri contro Italia), nella quale è stato stabilito che lo Stato italiano debba predisporre un insieme di rimedi idonei a offrire una riparazione adeguata del pregiudizio derivante dal sovraffollamento carcerario, a tal scopo stabilendo il termine di un anno dalla data di definitività della predetta decisione; i giudici europei hanno condannato il nostro Stato al pagamento nei confronti dei ricorrenti di somme comprese tra € 10.600 ed € 23.500 (quantificata, in quest’ultimo caso, per un periodo di detenzione pari a tre anni e tre mesi).

Condanne a risarcimenti onerosi che il Governo mira ad evitare introducendo rimedi risarcitori interni per i detenuti che hanno subito un trattamento non conforme al disposto della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.
Essi hanno diritto, ove ancora detenuti, a ottenere la riduzione di un giorno di pena per ogni dieci durante il quale è avvenuta la violazione del loro diritto a uno spazio e a condizioni adeguate. L’istanza deve essere presentata al magistrato di sorveglianza. Nel caso non siano più detenuti in carcere, è previsto un risarcimento pari a 8 euro per ciascuna giornata di detenzione trascorsa in condizioni non conformi alle indicazioni della Cedu.
Il decreto legge contiene anche una serie di puntuali modifiche in materia di codice di procedura penale volte a intervenire sul tema del sovraffollamento carcerario, incidendo sull’applicabilità della custodia cautelare in carcere, ed ad attenuare l’impatto della esecuzione delle pene.

 


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