Loretta La Civetta E La Pluriclasse Sull’albero Di Quercia

di Pancrazio Caponetto. ” Loretta la civetta e la pluriclasse sull’albero di quercia”, uscito per la Casa Editrice Babidi-bù, con illustrazioni di Jucelia Marques, è il secondo racconto di Giusy Puca. Dopo aver esordito nella letteratura per l’infanzia, con “Zack e il merlo indiano” ( di cui ci siamo occupati ) volto a combattere i pregiudizi nei confronti di una cultura lontana dalla nostra, ora l’autrice ci fa riflettere sul valore della diversità. Vediamo come.
Una classe di uccelli si ritrova sui rami di una quercia millenaria, dove Loretta la Civetta insegna loro la storia e la geografia. Ogni uccello si presenta mettendo in mostra le proprie qualità. L’usignolo eccelle nel cantare e nel leggere le note musicali sugli spartiti. L’uccello tessitore è bravo nel costruire nidi con abilità e doti tecniche. La rondine è capace di affrontare lunghe migrazioni ed è appena tornata dall’Africa del Nord. Vi è infine Ludovica la gazza ladra pica pica che afferma di non avere nessuna qualità particolare : non sa cantare, né volare per tanti chilometri, né costruire nidi. L’usignolo ridendo le disse: ” Tu sei capace solo di gracchiare “.Tutti gli uccelli della pluriclasse scoppiano a ridere tranne Loretta la Civetta che, gridando, invitò a smettere di prendere in giro Ludovica ed assegnò a tutti un compito a piacere.
Presa in giro dagli uccelli della pluriclasse, Ludovica si sentiva triste e sola, quando saltellando, saltellando incontrò la sua amica allodola intenta a costruirsi un nido. Ludovica, in lacrime, raccontò all’allodola il motivo della sua tristezza: tutti gli uccelli della pluriclasse avevano mostrato la loro bravura e avevano riso di lei. Loretta la civetta aveva assegnato a tutti un compito ma lei non sapeva proprio cosa preparare. Ludovica scoppiò a piangere ma subito di accorse che l’allodola aveva bisogno di aiuto, aveva fame ed era preoccupata per la sua covata. Ludovica si offrì di dare una mano e insieme alle sue sorelle si recò da Nonna Gazza. Venuta a conoscenza delle difficoltà dell’allodola la Nonna, sempre pronta ad incoraggiare tutti, invitò le sue nipoti a volare dopo il castagneto,lì avrebbero trovato tanta cicuta buona per l’allodola. Le gazze seguirono il consiglio della Nonna e giunte sul posto indicato, riuscirono a beccare tanta cicuta che portarono all’allodola contentissima per l’aiuto ricevuto.
Intanto, a sera, si riunì la pluriclasse con Loretta la Civetta pronta ad assistere ai lavori di tutti gli uccelli. L’usignolo cominciò a cantare, l’uccello tessitore mostrò le sue abilità nel costruire nidi e la rondine stava disegnando alla lavagna una bellissima cartina geografica per ricostuire i suoi viaggi tra Europa ed Africa. Mancava solo Ludovica. Loretta la Civetta esclamò: ” A causa vostra ha preferito restarsene a casa, l’avete derisa.” A questo punto tra il rumore di un forte schiamazzo, comparve Nonna Gazza seguita da Ludovica, le sue sorelle e un picchio maggiore. Ludovica salutò tutti e si giustificò dicendo che non aveva nessun compito da mostrare. Fu la Nonna Gazza a spiegare il perché. Sua nipote aveva trascorso tutto il giorno ad aiutare un’allodola stanca ed affamata. Nonna Gazza disse inoltre di essere analfabeta, di non saper comporre uno spartito né disegnare una mappa, e di non conoscere le Colonne d’ Ercole sorvolate dalla rondine nelle sue migrazioni. Nonostante ciò conosceva bene tutto il territorio, campo dopo campo, castagno dopo castagno e sapeva ancora gracchiare . Infine rivolta a tutti gli uccelli della pluriclasse: ” Siete tutti molto bravi in qualcosa ma nessuno di voi sa cosa vuol dire accogliere qualcun altro. Non avete rispettato Ludovica…” Calò il silenzio fra gli uccelli imbarazzati, interrotto dall’intervento di Loretta. La civetta ringrazio Nonna Gazza per le parole profonde e disse che il compito che meritava il voto più alto, dieci, era quello di Ludovica che aveva passato il giorno ad aiutare il prossimo. Non serve a nulla, disse ancora la Civetta, essere bravi in una disciplina se non si è altruisti. Ludovica e le sue sorelle, felici, incominciarono a gracchiare e la pluriclasse fece loro un grande applauso, ringraziando anche Nonna Gazza.
Nei giorni successivi la pluriclasse tornò a riunirsi ma ora Ludovica era seduta in prima fila e presentava agli uccelli il suo nuovo compito: il lavoro di squadra; mostrava, cioé come costruire un nido insieme alla propria famiglia e con l’aiuto della più esperta del territorio: Nonna Gazza.
Questa è la storia della favola. Quali insegnamenti ne può trarre un bambino? Innazitutto apprezzare il valore della diversità. Ludovica così diversa da tutti gli altri uccelli, e per questo derisa, mostra tante qualità: soprattutto l’amore verso il prossimo ( aiuta l’allodola nella costruzione del nido). Vi è poi l’importanza di un sapere fondato su una lunga esperienza ( Nonna gazza analfabeta ma perfetta conoscitrice del territorio).Infine il valore del lavoro di squadra, il vivere insieme nella società e insieme risolvere i problemi ( Ludovica che insegna alla pluriclasse a costruire un nido con l’aiuto delle sorelle e della Nonna ).
Insomma un bel racconto denso di significati e che mostra ancora una volta il talento dell’autrice

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