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Litis.it - Tributaria

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La Corte di cassazione ha stabilito, con ordinanza del 20 aprile 2012, n. 6246, che spetta al contribuente che impugna il silenzio rifiuto formatosi su un’istanza di rimborso dimostrare l’illegittimità del diniego; l’Amministrazione finanziaria, da parte sua, non è vincolata a una specifica motivazione di rigetto.

Il fatto
Sul silenzio rifiuto opposto dall’ufficio – per mancanza dei requisiti previsti – a istanza di rimborso Irpef liquidata sulla somma ricevuta a titolo di incentivo all’esodo, ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, del Dpr n. 917/1986, continua…

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Cartelle esattoriali: l’ordinanza n. 6721 della Corte di Cassazione in tema di riscossione precisa che per poter contestare la mancata notifica dell’avviso di accertamento, il contribuente deve prima impugnare l’avviso di mora.

La Corte, in pratica, ritiene inammissibili i ricorsi presentati in materia di riscossione delle imposte da contribuenti che abbiano ricevuto l’avviso di mora ma non lo abbiano impugnato.

Senza l’impugnazione, gli agenti della riscossione hanno il via libera: questo, perché l’avviso di mora non solo ha la funzione di notificare il mancato pagamento del debito tributario (concedendo al contribuente la possibilità di regolarizzare la propria continua…

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In tema di legittimo affidamento del contribuente, affinché una situazione sia tutelabile, ai sensi dell’articolo 10, commi 1 e 2, legge 212/2000 (Statuto del contribuente), sono imprescindibili l’apparente legittimità e coerenza dell’attività dell’Amministrazione finanziaria, esplicata in senso favorevole al contribuente, nonché la buona fede di quest’ultimo. Questo il principio ribadito dalla Corte suprema nella sentenza 5402 del 4 aprile scorso, in occasione di una controversia relativa a illegittime compensazioni del credito di imposta per investimenti agevolati nel continua…

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Nel caso in cui non vi sia conferimento di beni o l’approvvigionamento presso terzi superi il limite consentito, l’Agenzia delle Entrate può revocare i benefici fiscali alle cooperative in quanto, in tal caso, non viene perseguito lo scopo mutualistico che è alla base dell’attività svolta. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza 2849 del 24 febbraio.

La premessa
A seguito del disconoscimento dei benefici fiscali, l’Agenzia delle Entrate aveva notificato a una cooperativa alcuni avvisi di accertamento per il mancato versamento delle imposte dirette e indirette, sulla base delle risultanze di una continua…

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È legittima la trattenuta alla fonte effettuata dal datore di lavoro sull’indennità supplementare erogata al dipendente a seguito di una transazione giudiziale scaturita dal licenziamento senza giusta causa del lavoratore.
Lo ha precisato la Corte di cassazione con la sentenza 2196 del 16 febbraio.

Il caso
A seguito del silenzio rifiuto dell’Amministrazione finanziaria in merito all’istanza presentata da un contribuente che richiedeva il rimborso della trattenuta Irpef effettuata dal datore di lavoro sulla somma versatagli a causa di una continua…

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E’ legittimo l’accertamento induttivo in materia di Iva avente a oggetto la contestazione di operazioni di natura immobiliare sulla base dell’incongruenza tra i ricavi contabilizzati e quelli ritraibili dalle effettive condizione di esercizio della specifica attività, in presenza di elementi presuntivi che, se considerati nel loro complesso, appaiono idonei a sostenere la pretesa tributaria. Questo il principio sancito dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 1972 del continua…

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La Suprema corte, di recente (sentenza 27 gennaio 2012, n. 1175), è tornata a pronunciarsi sul tema della “sussumibilità della rendita vitalizia” tra i corrispettivi in ordine ai quali è possibile determinare una plusvalenza tassabile. Dal punto di vista civilistico, la cessione d’azienda con costituzione di vitalizio si configura come un’operazione mediante la quale, a fronte della cessione dell’insieme coordinato dei beni d’impresa, viene riconosciuto al cedente il diritto a ricevere una prestazione periodica che, ai sensi dell’articolo 820 del codice continua…

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La Suprema corte, di recente (sentenza 27 gennaio 2012, n. 1175), è tornata a pronunciarsi sul tema della “sussumibilità della rendita vitalizia” tra i corrispettivi in ordine ai quali è possibile determinare una plusvalenza tassabile. Dal punto di vista civilistico, la cessione d’azienda con costituzione di vitalizio si configura come un’operazione mediante la quale, a fronte della cessione dell’insieme coordinato dei beni d’impresa, viene riconosciuto al cedente il diritto a ricevere una prestazione periodica che, ai sensi dell’articolo 820 del codice continua…

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Le spese di sponsorizzazione per l’attività di un pilota professionista attraverso l’apposizione della scritta sociale sulla vettura sono idonee ad accrescere il prestigio dell’impresa più che a incrementare la vendita dei prodotti commercializzati e hanno, dunque, una deducibilità limitata. È quanto deciso dall’ordinanza della Cassazione 3433 del 5 marzo.
La Suprema corte risolve ancora una volta a favore dell’Amministrazione finanziaria il contrasto fra quest’ultima e i continua…

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In materia di imposte dirette e di Iva è legittimo l’accertamento del maggior reddito imponibile basato sulle movimentazioni bancarie previsto, rispettivamente, dagli articoli 32, comma 1, n. 2, Dpr 600/1973, e 51, comma 2, n. 2, Dpr 633/1972, se il contribuente non è in grado di dimostrare l’irrilevanza fiscale dei movimenti, anche se l’Amministrazione fiscale non verifica lo svolgimento di un’attività imprenditoriale nei periodi d’imposta inquisiti.
Queste le conclusioni cui è giunta la Corte di cassazione con la sentenza 3263 del 2 marzo.

continua…

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