Tributaria

Transfer pricing “fuori legge” anche senza risparmio di imposta

Il transfer pricing è illegittimo anche nel caso in cui non venga provato l’effettivo risparmio di imposta, perché è sempre comunque distorsivo della concorrenza. Questo, in sintesi, è il principio affermato dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 20805 del 6 settembre 2017.

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Le notifiche via Pec seguono il processo tributario telematico

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Le notifiche a mezzo posta elettronica certificata sono ammesse solo nei pochi ambiti territoriali in cui sono operative le disposizioni sul processo tributario telematico. Pertanto, in tutte le altre parti del territorio nazionale la notifica della sentenze tramite Pec non fa decorrere il termine breve di 60 giorni per la sua impugnazione. L’importante principio è stato affermato dalla Corte di cassazione, con l’ordinanza 17941 del 12 settembre 2016. (altro…)

Incarico prematuro al patrocinante: per la Cassazione, è “inaccettabile”

disegno-di-professore-maestro-mestieri-colorato-300x300Attraverso un’interpretazione restrittiva delle norme in materia di procura delle liti, i giudici di legittimità ribadiscono che la stessa va conferita a gradi di merito chiusi

È inammissibile il ricorso in Cassazione per difetto di procura, se questa non è specificamente rilasciata dopo la pubblicazione della sentenza della Commissione tributaria regionale.
È quanto ha deciso la Corte suprema con la sentenza n. 575 del 15 gennaio 2016, che ha rigettato il ricorso per cassazione in quanto la procura speciale ai difensori era stata rilasciata a margine dell’atto di appello, non risultando invece a essi specificamente conferita dopo la pubblicazione della sentenza impugnata.

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Senza prova contraria, è di comodo la società che affitta l’unica azienda

evidenciaLa ratio della normativa sulle non operative è finalizzata a disincentivare fenomeni elusivi, per cui non è sufficiente una semplice affermazione per consentirne la disapplicazione

In materia di società di comodo o non operative, vale a dire quelle società che non esercitano un’effettiva attività commerciale e che non rispondono a esigenze di tipo imprenditoriale, spetta al contribuente fornire la prova contraria, dimostrando l’esistenza di oggettive situazioni di carattere straordinario, specifiche e indipendenti dalla sua volontà, che hanno impedito il raggiungimento della soglia di operatività e del reddito minimo presunto.
Questo il principio di diritto affermato dalla Cassazione nella sentenza n. 21358 del 21 ottobre 2015.
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48 mesi, non 10 anni, per reclamare l’imposta versata ma non dovuta

rimborso-1_0L’indebito oggettivo chiama in causa la disciplina generale che regola le richieste di rimborso e non la prescrizione decennale prevista dall’articolo 2946 del codice civile

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In caso di indebito oggettivo, ex articolo 2033 del codice civile, non rileva la prescrizione ordinaria decennale di cui all’articolo 2946 cc, trovando applicazione l’articolo 38 del Dpr 602/1973, con la conseguenza che l’istanza di rimborso deve essere presentata all’ufficio entro 48 mesi dall’indebito versamento.
È quanto precisato dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 16617 del 7 agosto 2015.
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Via Pec o con posta tradizionale, stessi principi per la notificazione

emailpostinoIndipendentemente dallo strumento utilizzato, è analogo il momento di perfezionamento della “consegna” di atti e provvedimenti da parte della Pubblica amministrazione

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La notifica di un atto via Pec si considera perfezionata: per il mittente, con l’invio del documento al proprio gestore di posta, il quale, a conferma della ricezione, rilascia apposita ricevuta di accettazione; per il destinatario, nel momento in cui il documento è reso disponibile nella sua casella di posta elettronica.
È quanto precisato dalla Ctr di Milano, nella sentenza n. 2015/30/2015.
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L’avviso annullato in autotutela non può più essere impugnato

ricorso_inammissibileIl reclamo si trasforma in ricorso dopo novanta giorni dalla notifica dell’istanza all’Agenzia, ma, se l’ufficio ha già accolto la richiesta del contribuente, l’atto è inesistente

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Il ricorso proposto contro un atto impositivo annullato in autotutela, a seguito di istanza di reclamo/mediazione, è inammissibile. Il contribuente, inoltre, deve pagare le spese di lite maggiorate del 50%, anche se la notifica dell’esito del reclamo è giunta l’ultimo giorno utile, il novantesimo.
È quanto si desume dalla sentenza n. 348 emessa dalla terza sezione della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, depositata il 25 agosto 2015.
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Atti sottoscritti dagli incaricati: in crescita le sentenze favorevoli

trafficlightContinua ad aumentare il numero delle pronunce depositate dalle commissioni tributarie di merito, provinciali e regionali, che danno ragione all’Amministrazione finanziaria

Sono sempre di più le sentenze di Ctp e Ctr, che si esprimono in senso favorevole all’Agenzia delle Entrate sulla questione relativa alla validità degli atti sottoscritti da personale incaricato di funzioni dirigenziali, a seguito della sentenza della Corte costituzionale 37/2015. Si segnala, in particolare, la sentenza 806/2015, con cui la Ctr del Piemonte ha ritenuto validi gli atti sottoscritti dagli incaricati alla luce degli orientamenti della giurisprudenza di legittimità – richiamati dalla stessa Corte costituzionale nella sentenza 37/2015 – secondo i quali, ai fini della legittimità di un atto amministrativo, è sufficiente che lo stesso provenga e sia riferibile all’ufficio che lo ha emanato; il tutto, in conformità ai principi di conservazione dell’atto amministrativo e di certezza del diritto.
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Efficacia espansiva del giudicato solo per fatti costanti o pluriennali

processiL’effetto vincolante della decisione deve essere invece escluso per fattispecie coinvolgenti qualificazioni giuridiche che possono variare di anno in anno

La controversia oggetto della decisione di legittimità 4832/2015 attiene all’estensione degli effetti di una pronuncia passata in giudicato in un’altra controversia tra le medesime parti avente a oggetto la stessa questione dell’assoggettamento o meno all’Irpeg e all’Ilor di alcuni immobili posseduti da un’Azienda sanitaria locale relativamente ai periodi d’imposta 1996 e 1997.
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I dati bancari trafugati all’estero sono utilizzabili dal Fisco italiano

hsbcPer un avviso di accertamento, assumono rilievo e sono validi anche elementi di prova assunti irritualmente, purché non lesivi dei diritti fondamentali di rango costituzionale

L’Amministrazione finanziaria, nell’attività di contrasto e accertamento dell’evasione fiscale può, in linea di principio, avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, anche unico, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una specifica disposizione della legge tributaria o dal fatto di essere stati acquisiti in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionale. Sono perciò utilizzabili, nell’accertamento e nel contenzioso con il contribuente, i dati bancari acquisiti dal dipendente di una banca residente all’estero e ottenuti dal fisco italiano mediante gli strumenti di cooperazione comunitaria.
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