Articoli con tag Società

Srl, strada facile al liquidatore

Lo Sviluppo economico sulle modalità di scioglimento delle società a responsabilità limitata. La delibera di nomina è integrabile. E non serve il notaio

srlModalità semplificate per la nomina di un liquidatore di Srl. Il verbale di nomina del liquidatore può non rivestire la forma dell’atto pubblico in quanto nelle delibere possono essere inserite precisazioni e particolarizzazioni circa i poteri agli stessi attribuiti. È valida la delibera assembleare mediante la quale sono nominati i liquidatori senza l’ausilio di un notaio, in tutti i casi di scioglimento previsti dall’articolo 2484, 1° comma, nn. 1-5, del c.c. che non rappresentano una volontà dei soci tesa a modificare l’atto costitutivo societario.

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All’impresa estinta succedono i soci. E il processo prosegue il suo corso – Corte Costituzionale Ordinanza 198/2013

hqdefaultLa Consulta conferma la decisione delle sezioni unite della Corte di cassazione: non è sufficiente chiudere l’attività per mettere una pietra sui rapporti giuridici pendenti

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Dichiarazione di insolvenza di società cooperativa mutualistica con debiti inferiori a 30mila euro – Cassazione CIvile, Sentenza 9681/2013

La dichiarazione d’insolvenza di una società cooperativa esclusivamente mutualistica, a norma dell’art. 195 della legge fallimentare, non è impedita dalla circostanza che l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria prefallimentare sia complessivamente inferiore a euro trentamila, non applicandosi in tal caso l’art. 15, ultimo comma, della legge medesima.

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Aggiotaggio manipolativo. Natura giuridica e competenza per territorio – Cassazione Penale, Sentenza 12989/2013

Nella sentenza in rassegna, la Seconda sezione della Corte di Cassazione ha affermato che il reato di aggiotaggio “manipolativo” (già previsto e punito dall’art. 2637 c.c., ed ora dall’art. 185 TUF) rientra tra i reati eventualmente permanenti, e si consuma nel tempo e nel luogo in cui si concretizza, quale conseguenza della condotta, la rilevante possibilità del verificarsi della sensibile alterazione del prezzo dello strumento finanziario (trattandosi di un reato di pericolo concreto, non occorre, infatti, che detto evento naturalistico si verifichi effettivamente).

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Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e inammissibilità della domanda di dichiarazione dello stato di insolvenza – Cassazione Civile Sentenza 6648/2013

Intervenendo in tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la Suprema Corte ha sancito la reclamabilità alla corte di appello del decreto con cui sia ritenuta inammissibile, per difetto dei requisiti indicati dall’art. 2, lettere a) e b), del d. lgs. 8 luglio 1999, n. 270, la domanda di dichiarazione dello stato di insolvenza senza la contestuale dichiarazione di fallimento della stessa impresa, riconoscendo la legittimazione a proporlo a quest’ultima.

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Effetti sostanziali e processuali della Cancellazione della società dal registro delle imprese – Cassazione Civile Sezioni Unite Sentenza 6070/2013

Qualora all’estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: (a) le obbligazioni si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, essi fossero o meno illimitatamente responsabili per i debiti sociali; (b) si trasferiscono del pari ai soci, in regime di con titolarità o di comunione indivisa, i (altro…)

L’amministratore di fatto risponde del reato di evasione della società – Cassazione Penale Sentenza 33385/2012

In base alla disciplina dettata dall’articolo 2639 del codice civile, l’amministratore di fatto è da ritenersi gravato dell’intera gamma dei doveri cui è soggetto l’amministratore di diritto, con la conseguenza che egli assume la responsabilità per tutti i comportamenti penalmente rilevanti a lui addebitabili, ove concorrano anche le altre condizioni di ordine oggettivo e soggettivo.
Tale principio, ribadito dalla Cassazione penale nella pronuncia n. 33385 del 29 agosto scorso, non vale solo in materia di reati fallimentari ma anche nell’ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto l’amministratore di fatto non solo è tenuto a impedire le condotte vietate riguardanti l’amministrazione della società, (altro…)

Quando l’azienda si estingue il socio ne rispondere al fisco – Cassazione Civile, Sentenza n. 7679/2012

Con sentenza 7679 del 16 maggio, la Corte di cassazione chiarisce quali sono gli effetti processuali che si verificano in caso di estinzione della società contribuente nel corso del giudizio.

In particolare, viene affermato che il ricorso per Cassazione è inammissibile se notificato nei confronti della società estinta e che il contenzioso può essere proseguito soltanto nei confronti del socio che abbia riscosso le somme ad esso spettanti sulla base del bilancio finale di liquidazione.

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No al riporto fiscale delle perdite se mancano giusti motivi economici – Sentenza Corte di Giustizia Ue

La domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda una controversia tra una società capogruppo e l’Amministrazione finanziaria portoghese sul mancato riconoscimento del trasferimento di perdite fiscali nell’ambito di una operazione straordinaria di fusione societaria. Il dubbio interpretativo verte sull’articolo 11, n.1, lett. a), della direttiva del Consiglio 23 luglio 1990, 90/434/CEE riguardante il regime fiscale comunitario delle operazioni societarie straordinarie.

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Quando nella cessione d’azienda deve essere ricompreso l’immobile. Sentenza Corte di Giustizia Ue 10/11/2011

Dopo anni di gestione di un negozio una commerciante di articoli sportivi decide di cedere a terzi sia lo stock di merci che le relative attrezzature. All’acquirente è anche ceduto in locazione l’immobile in cui il commerciante cedente aveva svolto la propria attività. Il contratto prevedeva, tuttavia, la possibilità per le parti di poter recedere entro termini temporali brevi. Il commerciante non aveva applicato l’Iva locale sul corrispettivo concordato con la controparte, ritenendo che l’operazione costituisse una cessione d’azienda, come tale esclusa dal campo di applicazione d’imposta. La vigente normativa dello Stato membro consente di escludere da Iva le cessioni d’azienda, (altro…)

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