Carceri: stop ai bimbi in cella. Detenute con figli fino a sei anni in strutture alternative

Il Senato approva con 178 voti a favore a favore e 93 astensioni il ddl che consente alle detenute incinta o con figli fino a sei anni di non stare chiuse in cella con i loro figli, a meno di particolari esigenze cautelari di ”eccezionale rilevanza” e di andare in strutture apposite come gli istituti a custodia attenuata, gli Icam. Hanno votato a favore tutti i gruppi tranne il Pd che si e’ astenuto. Il provvedimento, gia’ approvato alla Camera e non modificato al Senato, e’ legge.

GONNELLA(ANTIGONE), LEGGE TROPPO CAUTA NON INCIDE – ”Il provvedimento sulle detenute madri, appena approvato definitivamente dal Parlamento, per una serie di cautele introdotte sulle norme originarie è stato molto depotenziato”. Così Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione ‘Antigone’ che si batte per i diritti nelle carceri, commenta il sì del Senato al ddl che consente alle detenute incinta o con figli fino a sei anni di non stare in cella con i loro bambini, a meno di particolari esigenze cautelari di “eccezionale rilevanza”. “La buona volontà del legislatore – aggiunge Gonnella – rischia, per troppa cautela, di non incidere in alcun modo sulla situazione attuale nelle carceri”.

Secondo Gonnella “durante la discussione parlamentare sono state introdotte modifiche restrittive al testo originario che rischiano di vanificarne i contenuti e lasciare più o meno invariato il numero di bambini sotto i 3 anni incarcerati con le loro mamme, ad poco più di 50”. “La novità più sostanziosa presente nella legge è – secondo Gonnella – l’innalzamento da 3 a 6 anni dell’età del bambini al di sotto della quale non può essere disposta o mantenuta la custodia cautelare della madre in carcere (ovvero del padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole), salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza”. “In presenza di tali esigenze – aggiunge – il testo approvato prevede la possibilità di disporre la custodia cautelare della donna incinta e della madre di prole di età non superiore ai sei anni in un istituto a custodia attenuata per minori (Icam), del tipo funzionante a Milano dal 2007”. “Sono state, invece – dice Gonnella – poco significativamente toccate le norme dell’ordinamento penitenziario relative alla detenzione domiciliare speciale per le madri con figli di età non superiore a 10 anni”. “La legislazione vigente prevede che il primo terzo di pena vada comunque scontato in carcere. Con le modifiche apportate dalla nuova legge ora sarà possibile scontare a casa (o in un Icam) anche il primo terzo di pena”.

 


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