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Antitrust: lotta a finte app gratuite

PERSONAL TRAINER IN SMARTPHONE, SEMPRE PIU' IN FORMA CON APPL’Antitrust ha accolto gli impegni di iTunes, Google, Amazon e Gameloft, nell’ambito di un procedimento per possibili pratiche commerciali scorrette, connesse con la diffusione di un videogioco per bambini sotto forma di app. I titolari degli store online hanno sostituito termini quali “Gratis”, “Free”, con espressioni tali da rendere chiaro ai consumatori che un’App scaricabile gratuitamente può comportare la necessità di effettuare successivi pagamenti per una piena utilizzazione.


Il procedimento, nel quale è intervenuta l’associazione Altroconsumo, è stato avviato nel 2014 per accertare l’eventuale diffusione di informazioni ingannevoli sui costi effettivi da sostenere per l’utilizzazione completa delle app offerte come gratuite, nonché per verificare l’eventuale presenza di strumenti o metodi per prevenire acquisti non desiderati da parte dei minori. Nel corso del procedimento, spiega l’Antitrust, le parti hanno presentato proposte di impegni ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del Consumo. I titolari degli store online, in particolare, hanno sostituito termini quali “Gratis”, “Free” e altri, con espressioni tali da rendere chiaro ai consumatori che un’app scaricabile gratis può comportare la necessità di effettuare successivi pagamenti per una sua piena utilizzazione.
Gli stessi operatori hanno proposto, inoltre, misure per consentire ai consumatori un più efficace e consapevole controllo sugli strumenti di pagamento associati al dispositivo, in modo da impedire acquisti non voluti. Nella sua decisione, l’Autorità ha tenuto in considerazione la scelta delle parti di proporre impegni che si estendono al territorio dell’intera Ue.

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