Attualità

Niente proroga per i Goa di febbraio

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Resteranno in
servizio fino alla fine del 2005 soltanto quelli in scadenza entro il 31
dicembre prossimo. La scure della copertura finanziaria cambia il testo
approvato da Palazzo Madama

Non verranno prorogati tutti i giudici onorari aggregati. La scure della
copertura finanziaria si è abbattuta sul testo proveniente da Palazzo Madama,
ripristinando la formulazione originaria (l’articolo 18 è leggibile tra i
documenti correlati). Verranno prorogati al 31 dicembre 2005 tutti i giudici
onorari aggregati il cui mandato scade tra la data di entrata in vigore del
decreto ed il 31 dicembre 2004, cosi’ come saranno prorogati alla stessa data
tutti i giudici onorari di tribunale (Got) e tutti i Vice procuratori onorari (Vpo)
in scadenza alla fine dell’anno. Il testo del Senato aveva invece cambiato il
primo comma dell’articolo 18, prorogando tutti i Goa in servizio alla data del
1° ottobre 2004 (vedi tra gli arretrati del 25 novembre 2004). Ma la commissione
bilancio di Montecitorio aveva censurato la scelta dell’esecutivo (al Senato
infatti l’emendamento era stato presentato dal Governo) e con un parere
condizionato, aveva infatti esortato i deputati a ripristinare la dicitura
originaria (vedi tra gli arretrati del 10 dicembre 2004). Rimarranno cosi’ fuori
dalla proroga più di un centinaio di Goa, mentre il decreto tornerà adesso al
Senato e dovrà essere convertito prima del 9 gennaio, data della scadenza, con
un occhio comunque al 31 dicembre, quando tutti gli onorari scadranno e
un’approvazione successiva a questa data creerebbe grossi problemi.
Lo stesso decreto conteneva la proroga alle disposizioni contenute nel Tu in
materia di trattamento dei dati personali e al Codice della strada che non sono
stati modificati nè dal Senato nè dalla Camera rispetto al testo di Palazzo
Chigi. Tra le altre disposizioni contenute dal provvedimento, resta fissata al
10 gennaio prossimo, nonostante la proposta della Lega di farla slittare al 30
giugno 2005, il termine ultimo a partire dal quale scatterà il divieto di fumo
in bar e ristoranti. Nonostante lo "scivolone" sulle acque potabili, sul quale
è passata la linea della Lega nord supportata dall’opposizione che non voleva
la proroga dei termini entro cui le acque somministrate alla comunità e negli
esercizi pubblici devono adeguarsi ai parametri previsti per le acque minerali,
il decreto è stato approvato (con un’ora di ritardo causa mancanza del numero
legale) e ritornerà adesso al Senato in terza lettura. (p.a.)

www.dirittoegiustizia.it

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