SANGUE INFETTO, CONDANNATO IL MINISTERO DELLA SANITA’

(ANSA) – ROMA, 18 GIU – Il Tribunale di Roma ha
emesso una sentenza di condanna nei confronti del ministero della Sanità per la
vicenda del sangue infetto. Ad annunciarlo è L’ Unione forense per la tutela
dei diritti dell’ uomo secondo la quale ”centinaia di persone contagiate e i
familiari di quelle già decedute potranno ora ottenere il risarcimento da parte
del ministero della sanità”. Per illustrare i dettagli della vicenda e la sua
conclusione giudiziaria l’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo ha
convocato per oggi alle 17 a Roma una conferenza stampa.
Il tribunale civile di Roma, secondo l’Unione forense, ha riconosciuto la
responsabilità del ministero della Sanità per le patologie contratte da
centinaia di emofiliaci che si sono rivolti alla magistratura affinchè venisse
chiarita la vicenda in cui rimasero coinvolte 351 persone ammalate di Aids,
epatite B e C. Nel 1998 il tribunale civile ha accolto il ricorso presentato da
altre 400 persone cinque anni prima. Il ministero della Sanità impugno’ e la
corte d’ appello civile riconobbe la responsabilità del dicastero solo a
partire da un certo periodo di tempo, essendo stati i test immunologici
introdotti in epoche differenti: dal 1978 per l’ epatite B, dal 1985 per l’ HIV
e dal 1988 per l’ epatite C. A causa delle lungaggini processuali la corte di
Strasburgo condanno’ l’ Italia di 24 miliardi di lire


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