Sì alla riapertura dei termini (e delle porte) al concorso per uditore

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Valgono le domande per tutte le categorie esonerate
dalla preselezione. Nuovo scontro togati-laici sulla convocazione di un plenum
dedicato all’ordinamento giudiziario

Via Arenula riapre i termini per il concorso da uditore giudiziario e Palazzo
dei Marescialli esprime le sue preoccupazioni. Mercoledi’ scorso, 1° dicembre,
dopo il turbolento plenum della mattinata sulla richiesta di un plenum
straordinario alla presenza del ministro della Giustizia (vedi tra gli arretrati
di ieri), durante l’assemblea del pomeriggio, del Consiglio superiore della
magistratura ha approvato il parere sul decreto ministeriale del 23 novembre che
riapre i termini per il concorso da uditore giudiziario. Con la delibera
(leggibile tra i documenti correlati) l’organo di autogoverno ha espresso forte
preoccupazione per la gestione delle prove e soprattutto per la correzione dei
testi. La riapertura dei termini, infatti, secondo il Csm porterà ad un
"rilevante incremento delle domande degli aspiranti", soprattutto dopo
l’approvazione del decreto proposto dal Consiglio dei ministri del 3 settembre
2004 (per la legge di conversione vedi tra gli arretrati del 4 novembre 2004)
che ha ampliato la platea degli esonerati dalle prove pre-selettive. Verranno
quindi accentuati "gli aspetti problematici legati allo svolgimento delle prove
ed ai lavori della commissione" che dovrà correggere le prove. "Lo schema di
bando trasmesso al Csm – ha spiegato il relatore della pratica, Ernesto Aghina –
prevede la possibilità di integrare le domande già presentate, che mantengono
la loro validità, con un atto che documenti il requisito che dia diritto
all’esonero, e di presentare nuove domande, erga omnes, entro il termine di
trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta, termine in cui
devono essere anche posseduti i requisiti per l’ammissione al concorso". Gli
aspiranti uditori, secondo Aghina, saranno un numero rilevante, dal momento che
per quella data potranno presentare la domanda, ad esempio, anche coloro che nel
frattempo hanno superato le prove per l’iscrizione all’albo degli avvocati.
Aumenterà quindi il numero dei candidati e dei relativi compiti da correggere;
considerando anche che molti potranno anche superare le prove pre-selettive, i
compiti scritti da correggere saranno migliaia con un conseguente allungamento
dei tempi del concorso.
Plenum straordinario sull’ordinamento giudiziario. Ieri mattina, i togati del
Csm hanno presentato una richiesta urgente (ex articolo 45 del regolamento
interno) per un plenum straordinario sulla riforma dell’ordinamento giudiziario
appena approvata dal Parlamento. Richiesta che è stata dichiarata inammissibile
perchè presentata a plenum già iniziato e che pertanto verrà riproposta il 15
dicembre, giorno in cui l’assemblea di Palazzo dei marescialli tornerà a
riunirsi. A questo punto, pero’, basterà la richiesta di un solo consigliere
per farla slittare al plenum successivo, ossia quello del 16 dicembre. "Rilevato
che ieri è stato approvato il disegno di legge sull’ordinamento giudiziario –
si legge nella richiesta – ritenuto che appare necessario approfondire con
urgenza le problematiche inerenti le ricadute, anche immediate, sul ruolo,
funzioni, le competenze e l’organizzazione" dell’organo di autogoverno della
magistratura, i sedici togati hanno avanzato la richiesta di un’assemblea
straordinaria sull’argomento. Con una discussione molto simile (anche se i toni
non sono stati cosi’ accesi) a quella di mercoledi’, anche ieri i laici della
Cdl hanno parlato di iniziativa politica fuori dalle competenze del Csm, che
potrebbe persino costituire "una interferenza" con i poteri del Capo dello Stato
che attualmente deve valutare la riforma dell’ordinamento giudiziario per la
promulgazione e tornano a minacciare l’uscita dall’Aula Bachelet facendo cosi’
mancare il numero legale. "Ancora una volta da parte dei magistrati si cerca di
far svolgere un ruolo improprio al Csm, quello di quarta Camera dove si fa
politica – ha detto il laico dell’Udc Antonio Marotta – tra le competenze che la
Costituzione assegna al Csm non c’è quella di criticare le leggi dello Stato,
che la magistratura deve limitarsi ad applicare". Per Nicola Buccico (laico di
An) "il galateo istituzionale impone al Csm di astenersi da qualsiasi
valutazione nel periodo in cui la legge è rimessa alla valutazione del
presidente della Repubblica per rispetto delle sue prerogative. Se ne
discutessimo prima che Ciampi approvi e promulghi la legge si tratterebbe di una
forma di indebita interferenza. Mi voglio augurare – ha concluso – che tutto
rimanga nei binari della correttezza istituzionale proprio per rispetto delle
prerogative del Capo dello Stato". Arrivata in ritardo al plenum di ieri, anche
a causa di un chiarimento all’interno delle correnti dei togati, che ha visto Md
e Movimenti su posizioni più agguerrite e Unicost e Mi più possibiliste, della
richiesta si tornerà a parlare probabilmente il 16 dicembre e non è detto che
per quella data il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi non abbia
già preso una decisione sul testo della riforma. Il comunicato del Quirinale di
ieri, infondo, dichiara che la decisione verrà presa nei tempi stabiliti dalla
Costituzione (vedi articolo in pagina). (p.a.)

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