Violenza stadi, governo ottiene la fiducia sul decreto

5 Ott. – Si’
dell’aula della Camera alla fiducia posta dal governo sul dl contro la violenza
negli stadi. I si’ sono stati 310, i no 226. Subito dopo, l’aula ha cominciato
l’esame degli ordini del giorno. Per entrare definitivamente in vigore, il
provvedimento attende ora il voto finale della Camera e poi quello del Senato
che dovrà arrivare entro metà ottobre. Il decreto completa le norme varate
nei mesi scorsi e già operative, che prevedono la possibilità di sospendere o
cancellare le partite in caso di pericolo per il regolare svolgimento della
gara o per l’ordine pubblico; il miglioramento della sicurezza degli impianti;
l’introduzione dei biglietti nominativi e della videosorveglianza.

Più severo divieto di accesso negli stadi
– In primo luogo è prevista la possibilità che il divieto di accesso negli
stadi che il questore puo’ disporre per coloro denunciati o condannati anche
non definitivamente in quanto protagonisti di episodi di violenza negli stadi,
possa essere applicato anche rispetto a manifestazioni sportive in programma
all’estero. Analogamente le autorità competenti degli Stati dell’Ue potranno
disporre lo stesso provvedimento nei confronti di cittadini dei loro Paesi per
avvenimenti che si svolgono in Italia.

Pene severe per chi lancia oggetti
e petardi
– Giro di vite poi nei confronti di chi lancia
oggetti e petardi in campo o si rende protagonista di invasioni, quando questi
episodi determinino il ritardo dell’inizio della gara, la sospensione,
l’interruzione o la cancellazione della stessa. Nel primo caso la pena,
attualmente fissata nella reclusione da sei mesi a tre anni, puo’ essere
aumentata fino alla metà, nel secondo caso si passa dall’attuale arresto fino
a sei mesi, alla possibilit, della reclusione da un mese a tre anni e sei mesi.

Steward equiparati a poliziotti
– Altra novità è l’equiparazione degli ‘steward’ addetti alla sicurezza negli
stadi agli incaricati di un pubblico servizio. Cio’ significa che le violenze
nei loro confronti non saranno punibili come semplice violenza privata o
minaccia, ma come reato commesso nei confronti di un pubblico ufficiale.

Sanzioni per i bagarinI –
Giro di vite anche nei confronti dei bagarini: sanzioni amministrative da 2.500 a 10.000 euro e
possibilità di applicare il provvedimento di divieto di accedere negli stadi
con obbligo di firma negli orari di svolgimento delle partite. La sanzione, che
scatta per la sola vendita non autorizzata del biglietto, potrà arrivare a
15.000 euro quando i tagliandi vengono venduti a prezzo maggiorato.

Osservatorio nazionale istituito
con legge
– Il decreto infine dà una valenza legislativa
all’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, già operante presso
il ministero dell’Interno. Questo organismo è chiamato a monitorare i fenomeni
di violenza negli stadi e lo stato di sicurezza degli impianti; a valutare il
livello di rischio delle manifestazioni sportive; ad approvare le linee guida
per i regolamenti d’uso degli impianti; a pubblicare un rapporto annuale
sull’andamento dei fenomeni di violenza


Nel maxiemendamento al decreto legge ha fatto la sua comparsa il ‘lodo
Treviso’, una norma che consentirà alla compagine veneta di giocare nel
proprio stadio, non omologato per le partite di serie A, gli incontri casalinghi
e di non dover più emigrare a Padova. E, calendario alla mano, la cosa
dovrebbe essere possibile già alla ripresa del campionato dopo la sosta per
gli impegni della Nazionale.

 

 

 

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