Affitti in nero, spunta la sanatoria. E per gli studi di settore arrivano i super-congrui.


di  Marco Mobili

Per gli affitti
in nero si fa strada la sanatoria. L’operazione di contrasto all’evasione
fiscale sugli immobili dati in locazione, allo studio del ministero
dell’Economia, potrebbe essere, infatti, accompagnata da una regolarizzazione
che consenta l’emersione degli affitti non dichiarati al Fisco con la
possibilità di sanare – senza ricadute sul fonte dell’Irpef – le vecchie
annualità "evase". Magari con il versamento di importi via via crescenti:
esigui per gli anni lontani e più alti per quelli recenti.
Il piano per la lotta all’evasione, che a fine mese dovrebbe trovare spazio
nella manovra Finanziaria 2005, si arricchisce cosi’ di dettagli tecnici e di
nuovi particolari, come l’ipotesi di sanatoria sugli immobili, ma anche quella
di introdurre nuovi criteri per gli studi di settore e per i controlli sui
versamenti di ritenute da parte dei sostituti di imposta. L’obiettivo atteso (si
veda «Il Sole-24 Ore» del 3 settembre) è di assicurare alle casse dello Stato
almeno 5 miliardi di euro. Il tutto muovendosi su cinque direttrici: immobili,
studi di settore, frodi Iva, riscossione e accertamento, verifiche e controlli
sostanziali. Si tratta, certamente, di interventi al momento solo ipotizzati e
che, in via di definizione sotto il profilo tecnico, dovranno superare, già nei
prossimi giorni, l’esame politico di "fattibilità".
Affitti in nero. Tra queste misure ha, dunque, trovato posto anche la
sanatoria dei redditi da fabbricati non dichiarati. Una misura che potrebbe
rappresentare la strada più rapida per assicurare gran parte di quei 200
milioni che il Fisco immagina di poter recuperare contrastando l’evasione nel
settore immobiliare. La stessa amministrazione finanziaria, in effetti, non
dispone di stime aggiornate sull’evasione degli affitti in nero (i dati 2001
della Guardia di Finanza parlavano del 16% di evasione). I soli dati sui redditi
di fabbricati in possesso dell’anagrafe tributaria sono quelli dichiarati ai
fini Irpef e che, proiettati al 2004, sono pari a 26,7 miliardi di euro. Di
questo enorme importo, 7 miliardi risultano derivare da abitazioni principali,
mentre i redditi da locazione dichiarati all’amministrazione ammontano a oltre
15 miliardi di euro. Ben 4,6 miliardi sarebbero, invece, legati a immobili
tenuti a disposizione dei contribuenti (categoria nella quale, probabilmente, si
annidano le maggiori sacche di evasione). Quanto alle società, il reddito
complessivo dei fabbricati abitativi supera di poco i 3 miliardi di euro.
La sanatoria – riproponendo un meccanismo simile a quello utilizzato di recente
per far "emergere" chi non pagava il canone Rai – potrebbe di fatto scardinare
la cortina dietro la quale i proprietari di immobili concessi in locazione
nascondono al Fisco gli affitti incassati. Per trainare la regolarizzazione di
queste somme il Governo potrebbe lanciare, come è stato fatto (in vero, senza
grandi successi), per l’emersione del lavoro nero, una campagna informativa
preventiva sui controlli. Controlli che, peraltro, potrebbero essere effettuati
ricorrendo a quello che era già stato ribattezzato, in un passato non troppo
remoto, il catasto elettrico. Le verifiche, in sostanza, partirebbero
dall’incrocio dei dati sulle forniture di gas, luce e acqua, cosi’ da rendere
facilmente decifrabile a fronte del contratto di fornitura il titolo reale di
godimento dell’immobile (proprietà o affitto). Dall’incrocio delle utenze si
potrebbe, poi, passare anche all’analisi dei dati in possesso delle autorità di
pubblica sicurezza sugli immobili locati. Un’attività di controllo che potrebbe
essere sufficiente quale deterrente e spingere gli evasori ad aderire alla
sanatoria.
Studi di settore. Dalla rivisitazione dello strumento di accertamento
dovrebbe arrivare la parte più consistente del gettito atteso dal piano
anti-evasione, almeno 4 miliardi. Sul tavolo dei tecnici le ipotesi si alternano
e tra queste ne sono emerse un paio su cui si potrebbero concentrare le
attenzioni del ministero di via XX Settembre. Una prima possibilità dovrebbe
prevedere l’introduzione di una nuova modalità di adeguamento agli studi, una
sorta di ricavo "super-congruo". In sostanza, ai quattro milioni di imprese e
professionisti soggetti agli studi verrebbe chiesto di adeguarsi a un valore
più elevato rispetto a quello "normale" (per esempio, al valore medio che
ricade nell’intervallo tra il ricavo puntuale e la sua soglia massima). In
cambio il Fisco offrirebbe – come in una sorta di condono tombale – la
contropartita della rinuncia a qualsiasi tipo di azione accertatrice. Come
possibile variante, verrebbe previsto, oltre all’adeguamento al
ricavo"super-congruo", anche l’applicazione di una maggiorazione rispetto a
quantodichiarato l’anno precedente (per esempio, in misura almeno pari
all’incremento del prodotto interno lordo).
La seconda via di intervento sugli studi, di gran lunga più semplice, potrebbe
prevedere l’incremento dei ricavi puntuali di una percentuale prefissata che
tenga conto della crescita di prezzi e redditi oltre che dei costi non calcolati
ai fini del l’inerenza. Un automatismo per il quale, pero’, il Fisco non
offrirebbe alcuna contropartita.
Dichiarazioni dei sostituti. Un ulteriore fronte di recupero di gettito
potrebbe derivare anche da un intervento sull’attività di liquidazione delle
dichiarazioni dei sostituti d’imposta, presentate con il modello 770. Secondo
l’amministrazione finanziaria, infatti, la divisione del modello in semplificato
e ordinario avrebbe generato ritardi e omissioni nei versamenti delle ritenute
Irpef. L’intervento allo studio dovrebbe, dunque, riguardare in primo luogo la
struttura stessa della dichiarazione 770 cosi’ da accelerare la liquidazione e
l’attività di accertamento sugli obblighi legati alle ritenute fiscali.


Evasione al 16 per cento


I potenziali incrementi dell’imponibile in base ai dati Istat, Guardia di
Finanza, Sicet e agenzia delle Entrate

 


L’area del nero. Le abitazioni affittate (in base ai dati Istat sulle
famiglie in affitto) sono 4.160.351 (circa 532mila risulterebbero non denunciate
ai fini Irpef). L’imponibile Irpef 2004 da locazioni è pari 15,1 miliardi.
L’evasione stimata è il 16% del totale, quindi l’incremento teorico possibile
dell’imponibile potrebbe raggiungere i 2,2 miliardi di euro


Le distanze Istat-catasto. Le abitazioni risultanti all’Istat sono
26.548.373; quelle risultanti al catasto 29.119.719. La differenza è di
2.571.346 (probabilmente case vuote-abbandonate o locazioni stagionali). Le
abitazioni non censite, ma risultanti all’Istat, sono 2.710.289 (presumibilmente
in grande prevalenza abusive). Di queste, le case affittate lo sono sicuramente
in nero: l’evasione puo’ riguardare almeno il 20% del totale, cioè 542mila
abitazioni


Case a disposizione. Le abitazioni occupate da famiglie (dato Istat) sono
22.247.869, quelle non occupate sarebbero quindi 4.300.504. L’imponibile Irpef
2004 da immobili a disposizione è pari 4,6 miliardi. Anche su queste l’area di
evasione è probabilmente consistente

 

Fonte:
www.ilsole24ore.com



                                                                                                             

 

https://www.litis.it

1 commento

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Nazha el omari

Da un anno chi pago la affitto nero quando chiedo contratto e ricevute padroni me menaccia cosa divo fare?

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