Ordinamento alle strette. I magistrati definiranno l’astensione al congresso straordinario di Napoli
Ordinamento giudiziario e mandato di arresto europeo alle strette finali. Per entrambe le riforme stringono i tempi e la maggioranza dovrà decidere, e anche in fretta, il da farsi: se approvare i testi dei due ddl cosi’ come sono oppure dare spazio al dialogo e rivederli. Perchè entrambi richiedono interventi, per la opposizione ma anche per gli stessi operatori del diritto radicali. I tempi sono stretti. L’ordinamento giudiziario è una legge delega e per poter contare su un tempo sufficiente per la scrittura dei decreti delegati nel termine della legislatura (maggio 2006) dovrebbe essere approvato entro l’anno. Il recepimento della decisione quadro sul mandato di arresto Ue, invece, è una spina dolente nel fianco dell’Italia in ritardo dal gennaio 2004. Il commissario Gai in pectore Rocco Buttiglione ha scritto al presidente del senato Marcello Pera per sollecitare la veloce approvazione del provvedimento. Ma bisognerà vedere in che testo. Il primo appuntamento che rappresenterà la cartina di tornasole della reale volontà della Cdl sarà la conferenza dei capigruppo che si dovrà riunire in senato per stabilire l’ordine dei lavori di aula, ma non prima del 21 settembre.
Vediamo in dettaglio, partendo dall’ordinamento giudiziario, qual è lo stato dell’arte. Per il Consiglio superiore della magistratura il ddl è incostituzionale sotto otto profili almeno: il sistema dei concorsi, anche solo per titoli, per l’attribuzione di qualifiche e funzioni, la previsione di test psico-attitudinali per l’ammissione al concorso di eccesso, la scelta definitiva delle funzioni dopo cinque anni, l’organizzazione delle procure, l’assetto della Cassazione nel complessivo sistema, stravolgerebbero l’impianto costituzionale dell’ordinamento giudiziario. Per stessa ammissione della maggioranza, inoltre, il ddl è un testo pieno di errori, certosinamente censiti da Elvio Fassone. L’Associazione nazionale magistrati è pronta a calendarizzare altre due giornate di sciopero in occasione del congresso straordinario che si terrà il 24 e 25 a Napoli. La riforma lascia tiepidi anche gli avvocati, in parte delusi per la mancata attuazione della separazione delle carriere, in parte preoccupati dell’impianto della riforma. Eppure la Cdl si era lasciata a luglio con l’intenzione di blindare il testo approvato dalla camera a fine giugno e di arrivare in aula in senato il primo possibile, ricorrendo ove necessario anche al voto di fiducia. Cosi’ vuole il guardasigilli Roberto Castelli, d’accordo con il presidente della commissione giustizia del senato, l’aennino Antonino Caruso, e il collega relatore Luigi Bobbio. Tutti disposti ad affidare a ordini del giorno le eventuale richieste di aggiustamento del testo. Michele Vietti (Udc) sembra frenare chiedendo un accordo a 360° su tutte le riforme in campo e l’opposizione annuncia battaglia, promettendo ostruzionismo anche sui provvedimenti che in commissione attendono l’esame in deliberante: il ddl sul processo civile e quello sul diritto fallimentare. ´La nostra linea è che vi sono delle priorità, che sono proprio la riforma del cpc e del diritto fallimentare. Se l’ordinamento giudiziario diventa prioritario allora è un fatto politico che esige una risposta politicà, avverte Guido Calvi (Ds). I magistrati. Il dissenso rimane tutto ma ´prudenza e senso di responsabilità impongono di verificare se vi siano ulteriori spazi di ascolto delle fondate e ragionevoli critiche e proposte formulate dalla magistratura ma anche da qualificati esponenti della coltura giuridicà. Con questa motivazioni il comitato direttivo centrale dell’Anm, riunitosi a Roma sabato scorso, ha deciso di rinviare la calendarizzazione delle altre due giornate di sciopero. Se ne riparlerà durante il congresso straordinario di Napoli, quando sarà spirato il termine per la presentazione degli emendamenti alla riforma, il 14 settembre prossimo. Intanto ieri, in commissione giustizia al senato erano stati depositati i primi emendamenti alla riforma: 40, tutti a firma del senatore verde Zancan.
Fonte: Italia Oggi


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