Rito penale riformato. La commissione Dalia ha concluso i lavori sul codice

Volata finale per la riforma del
processo penale. Ieri la commissione presieduta dal professore Andrea Dalia ha
concluso i lavori istruttori: ´In capo a una settimana sarà pronta anche la
relazione all’articolato e il tutto sarà consegnato al ministro della
giustizià, aggiorna lo stesso Dalia. Stretta sulle prove, più spazio al gip
nelle indagini preliminari, criteri stringenti per la valutazione delle prove e
rivisitazione dei riti alternativi sono alcuni passaggi fondamentali. La
commissione ha concluso i lavori non solo in tempo record (sei mesi) ma anche
prima del tempo naturale, che era stato prorogato al prossimo 30 giugno. Le
uniche indicazioni che provengono dal coordinatore danno conto di un lavoro che
ha tentato di coniugare ´l’efficienza del processo con la sua fermezza e con le
garanziè. Si è lavorato per accentuare il carattere accusatorio del processo
e per snellire le formalità in modo che le forme siano ridotte a quelle
necessarie a garantire l’imputato. La missione specifica della commissione,
come da decreto istitutivo, era quella di ristrutturare il codice di procedura
penale sopratutto alla luce dei principi del giusto processo, con particolare
riferimento alla formazione e alla valutazione delle prove. Una
ristrutturazione condotta anche alla luce della normativa e della
giurisprudenza comunitaria.

Con queste premesse non c’è stato capitolo del cpp che non
sia stato rivisitato. A partire dalle indagini preliminari: si è resa autonoma
la polizia giudiziaria dal pm, si sono indicati tassativamente i momenti nei
quali il pubblico ministero è tenuto a iscrivere la notizia di reato e si è
ampliato il raggio di azione dell’intervento del giudice delle indagini
preliminari. L’intervento sul dibattimento è stato corposo e si sono
affrontate tutte le questioni spinose legate alla valutazione delle prove
tenendo a mente il principio costituzionale del contraddittorio. Si è tentata
anche una stretta sulle fonti di prova: i riscontri alle dichiarazioni dei
pentiti dovranno avere fonte oggettiva e saranno introdotti limiti alle
testimonianze indirette e all’introduzione d’ufficio di prove da parte del
giudice.

Sono stati aggiornati i riti alternativi, rimettendo nelle
mani del giudice del dibattimento il giudizio abbreviato. Prevista competenza a
rotazione periodica tra la Corte
di appello per i procedimenti che riguardano i magistrati. Riviste anche le
norme sulle rogatorie.
C.Morelli,
Italia Oggi

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