Ciampi: ”Investire nella cultura è una necessità”

Roma, 28 nov.
– ”Investire sulla cultura, credere nella cultura, è una necessità 
per noi italiani”. L’esortazione arriva dal Quirinale, con il presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che coglie l’occasione della consegna nel
Salone delle Feste dei premi ‘De Sicà per lanciare un monito generale al
nostro Paese: ”Se funzionano i nostri musei,
se funziona il nostro
cinema, il nostro teatro, la musica, allora funziona meglio tutta la società 
italiana e, con essa, l’economià’. Ciampi – rivolgendosi alla platea degli
uomini di cultura e di spettacolo e alla presenza fra gli altri del ministro
per i Beni culturali Rocco Buttiglione e del sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Gianni Letta – non nasconde che ”per non pochi aspetti, questo è
un momento di sofferenza, di difficoltà  anche per il vostro settore. Esso
risente, come numerosi altri settori produttivi, di un indebolimento della
competitività ”. Però, ”dobbiamo reagire: sappiamo di averne le capacità ”,
esorta il capo dello Stato.

Il presidente della Repubblica lamenta che ”c’è all’estero una domanda di
cinema italiano, che non viene soddisfattà’. Per colmare la lacuna,
suggerisce, ”sarebbe bello che anche l’industria del cinema trovasse un suo
spazio specifico nel tipo di visite all’estero, dove l’Italia si presenta ai
nostri partner internazionali nella sua interezzà’, ricordando come pochi
giorni fa in Turchia si sia constatata ”la fecondità  di un modello di visita
di Stato, con la presenza congiunta del sistema imprenditoriale, industrie e
banche, e delle istituzioni”. Del resto, ”il nostro cinema è
indissolubilmente legato all’identità  moderna degli italiani. Anche oggi, esso
continua ad avere un fascino, una considerazione superiori a quanto indichino i
dati sulla distribuzione delle opere contemporanee. Non dobbiamo perdere questo
vantaggio. Dobbiamo impegnarci di pi๔, sprona Ciampi. Anche perché ”in
particolare, per il cinema, abbiamo motivo di essere fiduciosi” e dunque si
deve e si può ”restituire al cinema italiano il suo ruolo di prestigio, ai
vertici della cinematografia mondialè’.

Quello italiano, infatti, ӏ stato un grande cinema, formidabile veicolo di
trasmissione dell’immagine dell’Italia; ha saputo mostrare al mondo intero il
genio dei nostri autori e la sapienza delle nostre maestranze, la bellezza del
nostro Paese; ha avuto anche il coraggio di denunciare malesseri e turbamenti
della nostra società . Il nostro carattere nazionale, la nostra italianità  hanno
viaggiato nel mondo, grazie al cinemà’, ricorda Ciampi. Oggi, le cifre
mostrano un quadro dalle tinte chiaroscure. Così, se da un lato ”nel 2005 il
numero di spettatori sta diminuendo rispetto all’anno precedentè’, tuttavia
”in questa riduzione del mercato, la quota dei film italiani è cresciuta. E
questo – sottolinea il presidente della Repubblica – è un segno di vitalità . I
film italiani, nei primi dieci mesi dell’anno, hanno ottenuto circa un milione
di spettatori in pi๠e la quota è salita dal 20% al 23%: ci sono stati offerti
tanti film belli, impegnati, poetici, che hanno saputo parlare al pubblico con
un linguaggio moderno, coinvolgente, mai banalè’.

Il capo dello Stato ricorda poi Age, ”un grande del cinema appena scomparso”
e Ugo Tognazzi, ”un grande attore, di cui ricorre il 15esimo anniversario
della scomparsà’. Spende parole di elogio per ”il neorealismo e la commedia
all’italiana, che si sono affermati perché hanno saputo esprimere quel misto di
poesia, autoironia, lucidità  che è un po’ il nostro modo di guardare alle cose
della vita; e così operando hanno profondamente caratterizzato il nostro
cinema, agli occhi del pubblico internazionalè’

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