Rognoni: ”Toghe candidate non tornino in magistraturà’

”Il magistrato che
intende candidarsi, andando in Parlamento, una volta terminato il mandato non
potrebbe tornarè’. E’ l’opinione espressa dal vicepresidente del Csm Virginio
Rognoni ai microfoni di ‘Radio 24’, intervistato da Giancarlo Santalmassi per il
programma ‘Viva Vocè. Il ‘numero duè dell’organo di autogoverno della
magistratura ricorda di avere espresso ”più voltè’ la sua posizione, ma
anche che il Csm ”ha posto paletti” per il rientro in magistratura delle
toghe che hanno scelto di candidarsi, stabilendo che non possano tornare ad
esercitare le funzioni in un ufficio dello stesso distretto.

Rognoni fa riferimento alla candidatura per i Ds di Gerardo D’Ambrosio:
”D’Ambrosio -sottolinea il vicepresidente del Csm- è stato un magistrato di
straordinaria competenza, di straordinaria autonomia e indipendenza. Ma in
questa situazione particolare sarebbe auspicabile riservatezza, sobrietà e
misura da parte dei magistrati e da parte delle forze politichè’. In ogni
caso, ricorda ancora Rognoni, D’Ambrosio ”è da quattro anni in pensione, è
fuori”.

Poi Rognoni torna ancora una volta a respingere ”giudizi e accuse
generalizzatè’ rivolte ai magistrati ”anche da alti esponenti
istituzionali”. Per la magistratura ”non c’è accusa più infamantè’ che
quella di essere ”politicizzatà’, ha detto spiegando che ”se un magistrato
cessa di essere imparziale non è più giudicè’. Secondo il vicepresidente del
Csm ”non è giusto questo continuo assedio anche a parolè’ nei confronti
delle toghe.

”Non credo -aggiunge il vicepresidente del Csm- che la magistratura sia stata
condizionata, credo che l’imparzialità ci sia. Anche se costa fatica rimuovere
parole inaccettabili, la magistratura deve continuare nel suo lavoro, senza
essere intimidita, rassegnata o indignata, libera da qualsiasi influenzà’.
Certo, sottolinea ancora Rognoni, è necessario che vi siano ”comportamenti
virtuosi” da parte dei magistrati, in assenza dei quali si applicano ”le
misure disciplinari”.

Per il vicepresidente del Csm la magistratura ”fa il suo dovere, non c’è
invasione di campo”. E aggiunge: ”La magistratura interviene come ultimo
baluardo ma non inventa gli scenari sui quali deve giudicare, se li trova
davanti. La stessa magistratura auspicherebbe che, prima dei controlli di
legalità, da parte della politica vi siano altri controlli. Ma quando si parla
di sovrapposizione e supplenza, è perchè la politica non c’è”.

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