Il cachi, frutto principe dell’autunno – di Nike Daidone

Ogni volta che le temperature cambiano, sia in primavera che in autunno, il nostro organismo ha bisogno di integrare la propria alimentazione con vitamine specifiche, ed in questo la natura è maestra, infatti proprio in questi periodi la frutta di stagione ci aiuta ad integrare il nostro fabbisogno vitaminico. Per questo è importante mangiare verdura e frutta di stagione, la natura sa di cosa abbiamo bisogno e quando: in questi mesi autunnali il frutto ideale per eccellenza è il Diospyros kaki comunemente detto cachi o mela d’oriente.
Il cachi è caratterizzato da un colore arancione sgargiante, una polpa cremosa e un sapore molto dolce, originario dell’Asia orientale, è uno dei più antichi frutti coltivati dall’uomo, conosciuto per il suo uso in Cina da più di 2.000 anni, mentre la sua prima comparsa in Italia è documentata nel 1871 nel giardino di Boboli.

Il cachi è frutto con moltissime proprietà:

-innanzitutto è ottimo per combattere la spossatezza e lo stress psicofisico, raccomandato in caso di stanchezza ed astenia

-consumato immaturo, la polpa del cachi è soda, asprigna ed estremamente astringente, infatti se non è maturato abbastanza, il frutto si presenta con un’alta percentuale di tannino

-mangiato maturo ed in grande quantità invece, è un ottimo rimedio contro la stitichezza

-per il suo contenuto di Potassio (ca. 161-170 mg %), ha spiccate proprietà diuretiche

-contiene Fosforo (20 mg %), Magnesio, Calcio, Sodio, Selenio, Manganese, vitamina C, vitamina K, Beta-carotene e vitamina A che lo rendono vitaminizzante e rimineralizzante.

Cento grammi di prodotto fresco apportano 1,4 mg di retinolo (antiossidante ed utile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari), è un buon diuretico e depurativo, ed è consigliato in caso di disturbi epatici (virtù epatoprotettrici), ed emorragie (virtù astringenti ed emostatiche dei frutti immaturi).
Inoltre questo periodo dove i primi freddi ci costringono a volte a cure antibiotiche, il cachi è un ottimo protettore per il nostro intestino, infatti le sue fibre favoriscono il ripristino della flora microbica intestinale, ed aziona un’attività protettiva nei confronti di milza,  pancreas, stomaco ed intestino tenue, inoltre è molto indicato per depurare il fegato e l’apparato nervoso.

C’è da dire che questo frutto è indicato per chi ha bisogno di un supporto vitaminico, è molto appropriato per la dieta dei bambini e per tutti gli sportivi, è però assolutamente vietato per tutti coloro che soffrono di diabete, di disturbi alla digestione oppure di obesità.

La polpa dei cachi può essere mangiata fresca con un cucchiaio,ma può utilizzata per la realizzazione di centrifughe di frutta,può costituire una matrice per marmellate, può essere utilizzata per realizzare macedonie e per insaporire yogurt, il cachi non ancora completamente maturo si presta inoltre ad essere essiccato e conservato per diversi mesi, il frutto sbucciato deve essere tagliato in 8 spicchi, denocciolato e messo ad essiccare al sole o in un essiccatore ad aria calda sino a quando la sua consistenza diventa gommosa e in superficie si forma un leggero strato bianco zuccherino, mantiene così tutte le sue proprietà organolettiche. Inoltre in Giappone il cachi è l’ingrediente principe per la preparazione di alcuni vini a bassa gradazione alcolica ed il succo chiarificante si presta alla realizzazione del sakè. In Sicilia il cachi ha una notevole importanza dal punto di vista economico, infatti una speciale varietà di questo frutto, il cachi di Misilmeri, è famoso ed esportato in tutto il mondo.

Tra le curiosità che riguardano questo frutto c’è da dire che il cachi è definito dai cinesi l’Albero delle sette virtù:

1-vive a lungo;

2-dà una grande ombra;

3-dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami;

4-non è attaccabile da parte dei parassiti;

5-le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli;

6- il legno dà un bel fuoco;

7-e la settima virtù consiste della ricchezza in sostanze concimanti il terreno per la caduta dell’abbondante fogliame.

Inoltre il cachi venne eletto come simbolo di pace nel secondo dopoguerra, perché al devastante bombardamento atomico di Nagasaki, dell’agosto 1945, sopravvissero soltanto alcuni alberi di cachi.

Nike Daidone


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