Giustizia, Csm interverrà di nuovo su ex Cirielli
6 Ott – l Csm
tornerà a dire la sua sulla ‘ex Cirielli’. A valutare l’impatto
sull’organizzazione giudiziaria delle norme proposte che riducono i tempi della
prescrizione sarà la Sesta Commissione, che ha sollecitato l’apertura di una
nuova pratica alla luce degli ultimi dati sui processi a rischio, ottenendo
stasera il via libera da parte dei vertici di Palazzo dei Marescialli per
un’integrazione al parere già espresso qualche mese fa. Sotto la lente dei
consiglieri dell’organo di autogoverno della magistratura finiranno anche le
norme che vietano l’appello per il pm in caso di sentenza di assoluzione: il
comitato di presidenza ha autorizzato infatti anche la pratica per una
risoluzione.
Già lo scorso febbraio dal plenum era arrivata la ‘bocciaturà della ‘ex
Cirielli’: avranno ”ricadute devastanti” sul lavoro degli uffici giudiziari,
aveva avvertito, e rischiano di essere in contrasto con alcuni principi
costituzionali, a cominciare da quello della ragionevole durata del processo.
Secondo il Csm, infatti, l’applicazione del regime proposto dalle norme in
discussione ai processi in corso ”comporterà la vanificazione di gran parte
del lavoro svolto dall’intero sistema giudiziario nel corso di alcuni anni”. Ci
saranno, avevano messo in guardia allora i consiglieri di Palazzo dei
Marescialli, ”ricadute organizzative gravissimè’ all’interno di un sistema che
”già oggi riesce con assoluta difficoltà a fronteggiare il numero
elevatissimo di procedimenti”.
Ma soprattutto, aveva avvertito ancora il Csm, con quelle norme ”a sicura
prescrizionè’ sono destinati ”quasi tutti” i processi per reati puniti al
massimo con la reclusione tra i cinque e i sei anni, cosi’ come la ”grande
maggioranzà’ di quelli per i quali la pena massima è di otto anni di carcere.
Il centro elaborazione dati della Cassazione ha fatto i suoi conti ed ha
constatato che con l’ex Cirielli in vigore andrebbero in prescrizione il 50 per
cento dei 28mila processi pendenti. In particolare dalla verifica tecnica svolta
dai giudici di Piazza Cavour e trasmessa al ministro della Giustizia è
risultato che con l’approvazione della nuova normativa salterebbero molti
dibattimenti, soprattutto quelli relativi ai reati per corruzione, che
andrebbero estinti nell’88,8% dei casi. "Mi riservo di verificarli – aveva
commentato oggi il Guardasigilli, Roberto Castelli -. Credo importante dare dati
omogenei altrimenti si fa fatica a comprenderè’.
Il Csm si esprimerà anche sui primi decreti delegati che il governo ha
approvato in attuazione della riforma dell’ordinamento giudiziario. A
sollecitare il parere dell’organo di autogoverno della magistratura è stato lo
stesso ministro Castelli. Toccherà ora alla Sesta Commissione prendere in esame
i provvedimenti – che riguardano l’istituzione della Scuola della magistratura,
l’organico della Cassazione, il Consiglio direttivo della Suprema Corte e
Consigli giudiziari, gli incarichi direttivi – e preparare il documento da
proporre poi al plenum


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