Aborto, Ruini: ”Resta forma di soppressione della vita umanà’
Assisi, 14
nov. – ”L’aborto
rimane una forma di soppressione di una vita umana innocentè’. E’ quanto ha
affermato questo pomeriggio il cardinale Camillo Ruini di fronte ai vescovi
italiani riuniti ad Assisi per la loro 55esima Assemblea generale. Il cardinale
ha sottolineato l’evento negativo che puo’ leggersi nel ”segnale che viene
dalla corsa, in atto in alcune regioni, ad introdurre l’uso della pillola
abortiva RU-486. Si compie cosi’ un ulteriore passo in avanti nel percorso che
tende a non far percepire la reale natura dell’aborto, che è e rimane
soppressione di una vita umana innocentè’.
Di contro ”il leggero incremento del tasso di natalità che si registra
costantemente nel nostro Paese in questi ultimi anni rappresenta, in un quadro
che rimane assai oscuro, un segno di speranzà’. In questo senso, osserva Ruini,
”un capitolo della legge finanziaria che ci sta a cuore è quello che riguarda
la famiglia e il sostegno per la nascita e il mantenimento dei figli. Gli aiuti
per i nuovi nati, come anche per le giovani coppie che acquistano casa e per le
famiglie che mandano i figli negli asili nido, sono certo dei segnali
positivi”.
Sulla finanziaria
l’alto prelato ha avvertito che l’obiettivo di contenere la spesa pubblica deve
essere mantenuto senza pero’ che vengano ulteriormente colpite le fasce più
povere della popolazione. ”In un contesto economico e sociale dove gli accenni
di ripresa si sono intensificati – ha detto il cardinale – almeno sotto alcuni
aspetti, ma le preoccupazioni e i motivi di incertezza rimangono grandi, la
legge finanziaria attualmente all’esame del Parlamento non puo’ certamente
prescindere dall’obiettivo di contenere la spesa pubblica. Cio’ non deve
comportare pero’ una compressione dei fondi per il sostegno alle fasce più
povere della popolazione, o ulteriori decurtazioni di quelli destinati alla
cooperazione internazionalè’.
Intervento a tutto campo quello del cardinale che dopo il Papa è entrato nel
dibattito in corso sul rapporto fra
Chiesa e Stato. ”Vorremmo dire con
serenità e senza alcuno spirito polemico, a quanti temono o lamentano
un’eccessiva presenza o anche ingerenza della Chiesa nella vita pubblica
italiana, che la pace civile e religiosa sta molto a cuore anche a noi e che la
Chiesa è consapevole di dover essere fattore di unità e non di divisione
dell’Italià’ dice Ruini.
Il presidente della Cei ha precisato il tipo di contributo che la Chiesa vuole
dare alla società italiana: ”L’impegno aperto e concreto a favore della
persona umana, con i valori inerenti alla sua dignità individuale e sociale,
secondo le parole del messaggio odierno di Benedetto XVI, non rappresenta a
nostro avviso una violazione della laicità della nostra Repubblica, ma
piuttosto un contributo, offerto alla libertà di ciascuno, per il suo bene
autentico”. ”Una Chiesa – ha aggiunto – che tacesse su questi temi, per
salvaguardare i propri pur legittimi interessi istituzionali, non farebbe invero
molto onore nè a se stessa nè all’Italià’.
Ruini è poi intervenuto sulla
mafia (all’indomani dell’omicidio di Francesco Fortugno ”si è
alzata forte la voce della Chiesa e si intensifica l’impegno dello Stato per
contrastare questo gravissimo e purtroppo assai radicato fenomeno”), sul
problema della droga
(”un grande motivo di preoccupazione nasce dal rapido diffondersi del consumo
della cocaina, droga devastatrice anche se presentata come piacevole
stimolantè’), e sulla sanità
(”nel contesto della regionalizzazione del servizio sanitario occorre uno
sforzo speciale per migliorare la qualità di tale servizio nelle regioni
meridionali”).
Una parola il cardinale l’ha riservata anche all’Iraq:
”Affinchè possa pervenire a un assetto pacifico, democratico e rispettoso dei
diritti delle persone rimane da compiere un grande sforzo ulteriore, per
realizzare accordi condivisi da ciascuna delle sue componenti, salvaguardando al
contempo un’effettiva libertà religiosa anche per le minoranzè’.


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